NAPOLI — C’era una volta il Generale del mondo al contrario: Patria, disciplina, ordine, merito e soprattutto legalità. Poi è arrivata la politica vera. Quella delle tessere, delle nomine e delle caselle da riempire. E il mondo al contrario, improvvisamente, è tornato molto dritto.
In Campania Futuro Nazionale sceglie come coordinatore regionale Catello Di Capua, avvocato penalista originario di Agerola.
Nulla di illegittimo, sia chiaro. Ma se un partito pretende di fare della legalità il proprio biglietto da visita, qualche domanda sulle scelte dei propri dirigenti diventa inevitabile.
Di Capua ha infatti alle spalle una condanna definitiva per favoreggiamento personale, pronunciata dalla Cassazione nel 2014. Ha successivamente ottenuto la riabilitazione, istituto pienamente previsto dalla legge e che va rispettato.
Ma qui non siamo in un’aula di tribunale. Siamo nella politica.
E allora la domanda è semplice: è questo il profilo che il Generale considera rappresentativo della sua rivoluzione morale?
Perché il problema non è il diritto di una persona a tornare nella vita pubblica. Quello è sacrosanto.
Il problema è la coerenza politica.
Quella stessa coerenza invocata dal Generale quando sale sul palco e promette di spazzare via il vecchio sistema.
E viene quasi da sorridere pensando alla retorica del «mondo al contrario»: si predica il rigore, poi si nominano i dirigenti; si promette una nuova classe politica, poi spuntano curriculum che obbligano a qualche imbarazzante precisazione.
Insomma, la rivoluzione vannacciana parte dalla Campania.
Ma prima di cambiare il mondo, sarebbe interessante capire quale criterio viene utilizzato per scegliere chi dovrebbe rappresentarlo.
Perché il futuro può anche chiamarsi Futuro Nazionale.
Ma se per costruirlo bisogna continuamente spiegare il passato dei suoi uomini, il sospetto è che il vero «mondo al contrario» sia già tutto dentro il partito.
Generale, sull’attenti: la domanda è semplice. La legalità è una bandiera o un criterio di selezione?















Lascia un commento