Nasce il nuovo progetto Popolari Socialisti Liberali, si apre il percorso con Casa Riformista e torna la parola più abusata della politica casertana: cambiamento. Ma prima degli annunci, sarebbe utile fare i conti con la storia.
A Caserta basta una nuova sigla per presentare una nuova stagione. Il PSL, guidato da Romolo Vignola, si propone di riunire sensibilità popolari, socialiste e liberali in vista delle amministrative del 2027. Un progetto legittimo, naturalmente. Ma una domanda resta sul tavolo: siamo davanti a una svolta politica o a un nuovo capitolo di un percorso già visto?
Per capirlo, la memoria è più utile degli slogan.
Nel 2021 Vignola si candidò a sindaco, in alternativa a Carlo Marino, ottenendo 4.350 voti, pari al 10,68%, e un seggio in Consiglio comunale.
Nel luglio 2024, lo scenario cambiò. Vignola e Dino Fusco entrarono nel gruppo consiliare socialista con Gianluca Iannucci. In una nota pubblica, il gruppo aprì alla possibilità di collaborare con l’amministrazione Marino, subordinando la disponibilità a un cambiamento sostanziale. La stampa raccontò quel passaggio come un ampliamento della maggioranza con due consiglieri eletti in minoranza.
Nessuna accusa: sono passaggi politici pubblici. Ma proprio per questo meritano una spiegazione politica altrettanto pubblica.
Ieri l’alternativa, poi il dialogo con Marino, oggi un nuovo progetto riformista. Ogni scelta può avere le sue ragioni. Il punto è renderle comprensibili agli elettori, senza pretendere che basti cambiare sigla per voltare pagina.
Che giudizio dà oggi Vignola di quella stagione? Che cosa è cambiato nella sua valutazione dell’amministrazione? E soprattutto, quali elementi concreti rendono il PSL diverso dalle precedenti esperienze politiche?
Sono domande scomode, forse. Ma in democrazia la trasparenza non dovrebbe essere un fastidio: dovrebbe essere il punto di partenza.
Perché «popolari», «socialisti» e «liberali» sono parole impegnative. Non bastano, da sole, a certificare una svolta. Servono un programma riconoscibile, obiettivi verificabili e una linea politica che non debba essere reinventata a ogni nuova alleanza.
Vignola ha pieno diritto di costruire un nuovo percorso. Ma chi si presenta come interprete del cambiamento deve accettare che gli elettori mettano a confronto le promesse di oggi con le scelte di ieri.
La politica può cambiare strada. Quello che non può pretendere è che i cittadini dimentichino il percorso.
Il PSL sarà giudicato per ciò che proporrà a Caserta, non soltanto per il nome che porta. E la sua credibilità dipenderà anche dalla capacità di spiegare con chiarezza le tappe che hanno condotto fin qui.
Perché una nuova sigla può segnare l’inizio di un progetto. Non basta, però, a trasformare automaticamente il passato in una pagina chiusa















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