Palazzo Spada accoglie l’appello cautelare della società e sospende, per ora, gli effetti del provvedimento di demolizione. La controversia sul condono edilizio del 1986 resta ancora tutta da definire.
A Casertavecchia, almeno per il momento, la ruspa resta ai box.
Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare presentato dall’avvocato Paolo Centore, sospendendo gli effetti dell’ordinanza con cui il Comune di Caserta aveva disposto la demolizione delle strutture del ristorante-pizzeria “Da Teresa”, in via Castello.
Una decisione che riapre una partita amministrativa tutt’altro che chiusa e che da anni ruota attorno a una questione precisa: il diniego di un’istanza di condono edilizio presentata nel 1986 e le conseguenze sulle strutture realizzate nell’area destinata all’attività di ristorazione.
Una storia che parte da un condono del 1986
La vicenda giudiziaria è arrivata davanti al Tar Campania nel settembre 2025, quando Michele Stellato, sia personalmente sia in qualità di legale rappresentante della MS Ristorazione srls, ha impugnato gli atti relativi all’avvio del procedimento per il diniego del condono, insieme al parere contrario espresso dagli organi della Soprintendenza.
A dicembre dello stesso anno è stato contestato anche il provvedimento definitivo con cui il condono veniva negato.
La partita si è poi spostata direttamente sul terreno della demolizione.
Nel maggio 2026, infatti, la società e il proprietario dell’immobile hanno impugnato anche l’ordinanza del settore Urbanistica del Comune di Caserta che disponeva la demolizione dei manufatti utilizzati per l’attività di ristorazione.
Ricorsi diversi, ma strettamente collegati tra loro, tanto che il Tar ha deciso di riunirli.
Il primo round al Tar: richiesta respinta
Il primo verdetto cautelare era arrivato il 10 luglio 2026.
In quella circostanza il Tar Campania aveva respinto la richiesta di sospensione presentata dai ricorrenti, ritenendo che non fossero presenti i presupposti per concedere la misura cautelare.
Il tribunale aveva inoltre disposto la liquidazione delle spese cautelari, quantificate in 1.500 euro ciascuno in favore del Comune e della Soprintendenza.
Ma la partita non si è fermata lì.
La MS Ristorazione srls e Michele Stellato hanno deciso di rivolgersi a Palazzo Spada, chiedendo la riforma dell’ordinanza del Tar.
Palazzo Spada cambia il quadro: demolizione congelata
Ed è proprio sull’appello cautelare che è arrivata la novità.
Il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza, congelando per il momento gli effetti dell’ordinanza di demolizione.
Tradotto dal burocratese: le strutture non devono essere demolite nell’immediato, mentre prosegue il giudizio amministrativo.
Il Comune di Caserta si è costituito davanti al Consiglio di Stato, affidando la propria difesa all’avvocato Lidia Gallo, con incarico conferito dall’Ente previo parere favorevole della Commissione straordinaria.
La partita, però, è tutt’altro che chiusa
Ed è questo il punto da non perdere.
La pronuncia cautelare di Palazzo Spada non equivale a una sentenza definitiva sulla legittimità delle strutture e non significa che il condono del 1986 sia stato riconosciuto.
Il Consiglio di Stato ha, per ora, semplicemente sospeso gli effetti dell’ordine di demolizione, lasciando aperto il contenzioso.
La questione dovrà quindi essere affrontata nel prosieguo del giudizio amministrativo, dove saranno esaminate le diverse contestazioni relative al condono, ai provvedimenti comunali e ai pareri della Soprintendenza.
Per adesso, dunque, Da Teresa resta in piedi.
Le ruspe possono aspettare. La parola passa nuovamente ai giudici.














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