Sipario. Il Consiglio dei Ministri ha appena chiuso i lavori e il destino di Arienzo e Pagani era scritto già da stamattina. Quando nell’ordine del giorno, tra le “varie ed eventuali”, sono spuntate le proposte di scioglimento per infiltrazioni camorristiche, era chiaro che la partita fosse finita.
E infatti così è stato.
Il governo ha deciso: consigli comunali sciolti, amministrazioni azzerate.
Per Arienzo si tratta di una sorta di ultima chiamata istituzionale. Sabato alle 12 scadeva il termine per la presentazione delle liste per le elezioni comunali. Certo, in passato è capitato che gli scioglimenti arrivassero anche postdatati, cioè durante una legislatura successiva a quella finita sotto lente. Ma sono casi rarissimi, procedure complicate e spesso esplosive sul piano politico.
Qui invece si è andati dritti al punto.
Quando Arienzo e Pagani sono finite nell’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri, il finale era praticamente scritto.
IL CASO ARIENZO
La storia di Arienzo è arcinota.
Dal punto di vista penale, l’inchiesta che coinvolge l’imprenditore Nicola Ferraro, originario di Casal di Principe e da anni attivo nella Valle di Suessola, procede con fatica.
Ma sul piano amministrativo la musica è stata molto diversa.
La commissione d’accesso inviata dal Viminale e rimasta per mesi in municipio ha ricostruito quello che ritiene un condizionamento dell’attività amministrativa esercitato da Ferraro attraverso i rapporti con il sindaco Giuseppe Guida, per tutti Peppe, anche lui indagato nello stesso procedimento giudiziario.
Il punto chiave è giuridicamente semplice.
Nicola Ferraro, a prescindere dalle accuse attuali, è considerato dallo Stato italiano — per effetto di sentenze definitive — un esponente del clan dei Casalesi.
E se una figura ritenuta appartenente a quel contesto riesce a incidere sulle scelte amministrative di un Comune, per la legge il condizionamento scatta automaticamente.
A rafforzare il quadro c’è anche un passaggio simbolicamente pesante: l’assunzione nel Comune di Gelsomina Crisci, moglie di Ferraro, avvenuta proprio durante l’amministrazione guidata da Guida.
STOP ALLE ELEZIONI
Risultato: tutto fermo.
Niente liste, niente campagna elettorale, niente voto.
Nei prossimi giorni arriverà ad Arienzo un commissario straordinario che guiderà il Comune per un anno e mezzo, con l’ipotesi — tutt’altro che remota — di un commissariamento che potrebbe durare fino a due anni.
LE CONSEGUENZE PER GUIDA
Per il sindaco uscente Giuseppe Guida ora si apre un’altra partita: quella delle sanzioni personali previste dalla normativa sugli scioglimenti per mafia.
Tradotto: stop alla candidatura.
La sospensione potrebbe impedirgli di correre alle elezioni per una tornata, forse anche due.
PAGANI
Sul caso Pagani il quadro è meno chiaro e meriterà approfondimenti. Anche perché sullo sfondo ci sono vicende politiche che incrociano il potente ras di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli.
Ma quella è un’altra storia.
E probabilmente cari lettori, solo l’inizio.














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