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Arriva il bonus Befana fino a 475 euro

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“Non solo non tassiamo le merendine ma riduciamo l’Iva su pasta e latte e altri beni di prima necessità per aiutare le famiglie. E sapete che c’è? Alla fine dell’anno metteremo anche un po’ di soldi in tasca agli italiani con il bonus Befana. Il resto sono chiacchiere e fake news”. E’ quanto scrive su twitter Alessia Morani, sottosegretario allo Sviluppo economico.

Quindi, si definiscono i contorni della riforma dell’Iva a cui sta lavorando il Governo. L’intenzione dell’Esecutivo è quello di mettere in prima fila il cittadino nella lotta all’evasione, portandolo a pagare con strumenti tracciabili in cambio di un “cashback”, ossia la restituzione di parte del prezzo pagato (a titolo di Iva). In questo modo, con la tracciabilità dei corrispettivi, i commercianti non potranno fare a meno di emettere ricevute e scontrini.

Ora, si parla di un super bonus che arriverà alla Befana, una sorta di dono dell’epifania del Governo giallorosso. È questa l’ipotesi alla quale lavora il Mef in filo diretto con Palazzo Chigi. Si tratta del cosiddetto cashback, ovvero la restituzione di parte dell’Iva per chi usa carte e bancomat evitando il ricorso al contante.

Da quanto si apprende, l’Iva non verrà aumentata su alcun prodotto – esclusi dunque anche quelli di lusso, vedi il tartufo – ma si darà la possibilità al contribuente di cumulare le spese – fino a 2.500 euro – godendo di un super bonus del 19%, un ‘tesoretto’ che arriverà direttamente sul conto corrente nei primi giorni dell’anno nuovo.

Tradotto in soldoni, si tratta di un massimo di 475 euro – vale a dire il 19% di 2.500 – di super bonus. Si lavora ancora ai numeri. Al momento, tuttavia, l’ipotesi più accreditata è di fissare l’asticella a 2.500 euro.

Il bonus sull’Iva al quale lavora il Mef in filo diretto con Palazzo Chigi va dal 2 al 4% e verrà applicato a tutti i prodotti, senza introdurre incrementi sull’imposta sul valore aggiunto. È quanto si apprende da fonti di Governo, come riportate dall’agenzia stampa Adnkronos.

Pane, pasta, latte e, più in generale, beni di prima necessità. Da quanto si apprende da fonti di Governo, il premier, Giuseppe Conte, starebbe lavorando in filo diretto con il Mef soprattutto per ‘sforbiciare’ l’Iva a questo tipo di prodotti – portandola dal 4 all’1% – una mano tesa alle classi più disagiate. Per favorirle, si sta studiando anche l’ipotesi di fornire – ai meno abbienti – la possibilità di accedere al pagamento elettronico senza dover pagare le commissioni e i costi di mantenimento del conto corrente.

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