Collaboratore di giustizia muore in carcere:temeva per la propria vita

Un collaboratore di giustizia di 54 anni, di Caserta, è morto nel carcere di Sollicciano. L’uomo si sarebbe tolto la vita in cella e pare temesse per la propria incolumità. Da chiarire la dinamica del decesso.

“Si è impiccato, sembra, legandosi alla spalliera della propria branda, nel ‘centro accoglienza’ del carcere di Sollicciano, un detenuto di origini casertane, classe 1966, collaboratore di giustizia” si legge in una nota del sindacato di polizia penitenziaria Uilpa. Il 54enne, G. P., apparteneva al clan Lubrano affiliato ai Casalesi. 

Secondo il sindacato, il pentito sarebbe stato trovato ancora in vita dagli agenti intorno le 18, ma non sarebbero bastati i soccorsi, anche con l’ausilio del 118.

“Lo Stato ha perso due volte – dichiara Gennaro De Fazio, segretario nazionale Uilpa – La prima perché non ha saputo salvaguardare, nuovamente, una vita umana che gli era stata affidata; la seconda perché non potrà più avvantaggiarsi di un collaboratore di giustizia nella lotta alla malavita organizzata che, per di più, pare avesse in passato riferito di temere per la propria vita”.

 “Il dato, in definitiva, è che nelle carceri e delle carceri si continua a morire, vuoi per un motivo vuoi per un altro – aggiunge De Fazio -. Basti pensare che il carcere di Sollicciano è ancora privo di un comandante titolare della polizia penitenziaria”.