Coronavirus, file ai supermercati, c’è il virus non la carestia

Lunghe file si sono formate nei supermercati h24:

File ai supermercati da nord a sud . L’italia viene dichiarata zone protetta, Conte invita tutti a non uscire di casa e la gente che fa? Si riversa nei supermarket per fare la spesa.

Anche oggi  all’ Eurospin, via Brunelleschi Caserta, scene da apocalisse che si sono ripetute a fotocopia in altri supermarket, la gente fuori con i carrelli che attende il turno per entrare, si entra scaglionati: commessi controllano il flusso, concedono ingressi poco per volta, impongono la distanza di sicurezza alle casse e i guanti al reparto ortofrutta.

l«Le persone fanno incetta anche di saponi e disinfettanti, l’alcol va a ruba ed è praticamente esaurito», dice un commesso. Nei carrelli provviste da guerra: patate, biscotti, latte, zucchero e chili di farina. Stesse scene al Carrefour sempre nei market aperti tutti la notte. Anche qui scorte da calamità naturale, carrelli pieni e code. Sui social si rincorrono le immagini di un moderno assalto ai forni.

È comunque necessario evitare queste scene surreali, in quanto si tratta di assembramenti di persone che mettono a rischio la salute di tutti, oltre a creare disagi e situazioni di potenziale disordine. I supermercati saranno sempre aperti e ricordiamo che le scorte alimentari non termineranno, in quanto il decreto non prevede limitazioni né allo spostamento delle merci, né alla produzione.

E la condanna è unanime. «C’è il virus non la carestia», dice più d’uno. E l’invito corale «a restare a casa».