Dalla piazza in protesta: un diluvio di bandiere italiane

Guerriero:"Possono scappare dalle elezioni, ma non per sempre, sono dei mariuoli di democrazia , dei truffatori di consensi''

Mentre la Camera si appresta a votare la fiducia al Conte Bis, in migliaia sono accorsi davanti al Parlamento per esprimere il proprio dissenso.

Bandiere italiane in mano, cappellini tricolore, palloncini, cartelli che dicono ‘No al governo della poltrona’.
Per il ‘dress codè prevale il rosso bianco e verde, nessuna bandiera di partito, mentre non mancano i fischi al premier

Non sono mancati momenti di tensione tra manifestanti di Fratelli d’Italia e forze dell’ordine a via del Corso, davanti a Palazzo Chigi.

I manifestanti cercavano di raggiungere piazza Montecitorio per partecipare alla manifestazione contro il governo, ma la piazza è stata chiusa, e hanno stravolto le transenne.
Durante l’inno nazionale, spuntano i saluti romani. Alcuni militanti hanno cantato alzando il braccio destro.
Giorgia Meloni dal palco: “Salutiamo i poltronari chiusi in questo momento nel palazzo. Oggi avremmo potuto riempire piazza del Popolo per quanti siamo, altro che queste piazze!”.

La leader di fratelli d’Italia esulta per il successo della manifestazione davanti a Montecitorio nel giorno della fiducia del nuovo esecutivo giallorosso,  poi acclamato dalla folla, ha dato il “bentornato” all’amico Salvini anche lui accolto da un bagno di folla. E si è detta “dispiaciuta” per l’assenza di Forza Italia in piazza. Concludendo prima di dare la parola all’ex ministro ha detto: “Questo governo andrà in ginocchio in Europa, a fare gli interessi di qualcuno che non sono gli italiani”.
«L’onore e la dignità», sono le prime parole pronunciate dall’ex vicepremier che un pò le ruba la scena e chiude la manifestazione. È in camicia bianca ma di fatto è quella verde del Carroccio che sembra rimettersi addosso.

Così incita la folla: «Mi hanno chiesto se questa è una piazza eversiva…Mamma mia, quante mamme eversive ci sono oggi!», scherza. Al contrario, esalta «una piazza fatta di persone a volto scoperto e disarmate». Non è tenero con i nuovi governanti e li paragona a «dittatori chiusi nei palazzi e che si vergognano a uscire».

Ma promette battaglia se proveranno a smontare quota 100 e a riaprire i porti. «Non li lasceremo uscire da quel Palazzo, ci staranno giorno e notte, Natale e ferragosto», urla tra gli applausi.

E aggiunge: «Se proveranno a riaprire i porti, li chiudiamo noi tutti insieme».

Oggi “questo è il posto migliore dove essere, in piazza”, ha aggiunto Giovanni Toti, “questo è un governo tra partiti bocciati dagli italiani”.

«La nostra sarà un’opposizione seria, tenace, sulle cose», è il mantra che ripete Silvio Berlusconi parlando ai suoi nella riunione ai gruppi, in mattinata. E martella: «Faremo opposizione in Parlamento, perché quello è il luogo dove in democrazia si esercita la sovranità popolare». Non manca una stoccata al resto del centrodestra che gli rimprovera l’assenza in piazza: «Non abbiamo bisogno che nessuno ci dia lezioni su quando andare in piazza», fa sapere replicando forse a Salvini. Per l’ex ministro dell’Interno «FI ci sarà il 19 ottobre (giorno della manifestazione della Lega a Roma, ndr). Chi non c’è oggi, ha un mese di tempo per decidere».

Ma Berlusconi non si preoccupa: «La coalizione di centrodestra l’ho fondata io, non voglio romperla». E taglia corto: «Siamo alleati ma ben distinti».

Tra i manifestanti presente in piazza anche il numero uno di Caserta Kestè con i giovani del movimento che esponevano lo striscione ‘NON IN MIO NOME’.

 

 

 

 

 

“CasertaKest’è si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”

 


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