Detenuto di Poggioreale deteneva un telefonino nello stomaco

Pensava di farcela, di riuscire a ingoiare un piccolo cellulare e poi, con comodo, di espellerlo con le feci. Era l’unico modo, venuto in mente in un momento di panico per l’imminente perquisizione in cella, a un 40enne della zona vesuviana detenuto a Poggioreale per reati comuni. Il quarantenne ha iniziato ad avvertire dolori al ventre, accompagnati…

Pensava di farcela, di riuscire a ingoiare un piccolo cellulare e poi, con comodo, di espellerlo con le feci.

Era l’unico modo, venuto in mente in un momento di panico per l’imminente perquisizione in cella, a un 40enne della zona vesuviana detenuto a Poggioreale per reati comuni.

Il quarantenne ha iniziato ad avvertire dolori al ventre, accompagnati anche da vomito e diarrea. Finché i responsabili del carcere si sono accorti del suo progressivo malessere e hanno deciso di trasferirlo in infermeria. E’ rimasto ricoverato circa un mese. Ma dopo l’ultimo collasso è stata presa la decisione di trasferirlo all’Ospedale del Mare per poter effettuare controlli più approfonditi. E sorpresa.

La lastra ha chiarito il mistero dei suoi dolori lancinanti. Ancora da chiarire come abbia fatto un carcerato a introdurre nella propria cella un telefono cellulare, ma per questo è già stata avviata una doppia indagine.

Il detenuto è stato operato all’Ospedale del Mare, dal direttore di Chirurgia generale laparoscopica Pietro Maida ed è fuori pericolo

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