Ennesimo episodio di violenza, distrutta auto dai lavavetro al semaforo

CASERTA – I lavavetri del Vialone non smettono di disturbare chi ogni giorno circola per strada obbligati a fermarsi ai semafori. Oggi, un lavavetri senza fissa dimora, ha lavato, nonostante la ripetuta negazione del conducente,  il  lunotto posteriore della vettura ferma al semaforo. Mentre era intenta a ripartire a semaforo verde, il lavavetri, insieme ad…

CASERTA – I lavavetri del Vialone non smettono di disturbare chi ogni giorno circola per strada obbligati a fermarsi ai semafori. Oggi, un lavavetri senza fissa dimora, ha lavato, nonostante la ripetuta negazione del conducente,  il  lunotto posteriore della vettura ferma al semaforo. Mentre era intenta a ripartire a semaforo verde, il lavavetri, insieme ad altri hanno inveito con ciò che era a loro disposizione, danneggiando la vettura.

Motivo del folle gesto, a quanto pare, sarebbe da imputare alla mancata consegna di denaro per la pulizia del vetro anteriore della vettura. Siccome stava nascendo una rissa, poiché il migrante voleva a tutti i costi essere pagato, per fortuna sono intervenuti appena in tempo i buonisti.

Ovviamente, non sono mancate le polemiche sulla tragica situazione dei lavavetri presenti ad ogni angolo di semaforo. “Non è possibile vivere in questo modo in una città  come Caserta a pochi metri dal bene UNESCO” ha raccontato un residente che da poco aveva raggiunto il capoluogo . Infatti, stando a quanto risulta, a Caserta quasi tutte le unità semaforiche del Viale Carlo III sono prese d’assalto da ragazzi extracomunitari i quali assaliscono gli automobilisti mentre stanno fermi al semaforo.

Una situazione divenuta insostenibile visto pure il fatto che queste persone senza fissa dimora, e prive del permesso di soggiorno, disturbano continuamente la circolazione stradale con i loro maldestri tentativi di pulire i vetri delle macchine in coda ai semafori. Se non prendono soldi, sono capaci di fare tutto.

Tra cui anche minacciare e distruggere l’auto. Questa vicenda non è la prima e ne l’ultima, ci deve scappare il morto come al solito e poi si interviene.

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