I tifosi possono attendere, ma le scadenze amministrative certamente no.

A noi personalmente é sembrata una conferenza stampa scialba ,quella tenutasi nella Palestrina del Palamaggiò.

L’ex ciclista professionista 36enne che non ha presentato per l’occasione né un idea di roster, né quella di un allenatore, né – voce più urgente in questo momento – uno straccio di sponsor per una stagione 2020-21, che si presenta come un’arrampicata in verticale.

Non ha molto tempo, D’Andrea, per farci comprendere di che pasta sia fatto, appena tre giorni: oggi 10 giugno si deve versare la rata FIP di quasi 40.000 euro. Poi ci saranno i famigerati lodi per chiudere i BAT di Michelori, Czyz e Siva: altri 120.000 euro.

Poi gli stipendi dei giocatori degli ultimi tre mesi: ancora 150.000 euro. In totale oltre 300.000 euro che nessun “lodo salva città” può esimere dall’essere pagati prima di aver fatto rimbalzare la palla una sola volta dentro il PalaMaggiò.

A proposito del quale, l’idea di versare 4,5 milioni di euro alla curatela fallimentare che sta cercando di venderlo senza successo da molti anni – alla prima delle 18 aste che si sono susseguite ne aveva chiesti 20 – potrebbe essere anche lodevole ma certamente è l’ultima delle preoccupazioni del club. Alla fine della sua autopresentazione solitaria, D’Andrea ha chiesto tempo e pazienza ai tifosi.

I tifosi possono attendere, ma le scadenze amministrative certamente no.