Che bella Italia c’era ieri a piazza San Giovanni.
I rosiconi dicono che non erano Duecentomila persone, ma mancava davvero poco.
Venivano da ogni città e borgo dal Nord al Sud, che con allegria sventolavano qualche bandiera, stando ore sotto il caldo in parte di Roma e in parte della calca a cui la sicurezza li aveva stretti.
Ne ho incontrati chiacchierando con loro centinaia mentre dal palco comiziavano prima i governatori e poi i leader del centrodestra.
La coppia di pensionati di Caserta che non la pensava allo stesso modo su tante cose, ma era lì. L’insegnante della Basilicata con l’amica dai capelli blu che veniva dalla Calabria, i ragazzi ex marxisti in prima fila sotto il palco sorridenti a caccia di un selfie con Matteo Salvini, famiglie con bambini che venivano da chissà dove, la comitiva di mezza età partita da Udine alle sette del mattino, i giovani cui piace Giorgia Meloni, i nostalgici di Silvio Berlusconi con qualche bandiera di Forza Italia…Kest’è
Sicuramente si può dire che il popolo della destra abbia risposto alla chiamata, e l’obiettivo di Matteo Salvini di rinsaldare l’alleanza di centrodestra a trazione Lega può essere ritenuto raggiunto.
Oltre a Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia era presente anche Kestè e Casapound, e il leader del Carroccio dal palco, dove si avvicendano anche Berlusconi, Meloni e i governatori leghisti, ha lanciato la sua sfida al governo, tornando a chiedere nuove elezioni: “Qui non ci sono estremisti ma italiani orgogliosi. Vinciamo nelle Regioni e li mandiamo a casa”.
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