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La città si domanda il perchè della messa in vendita all’asta di alcuni beni e altri no

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VENDITA ALL’ASTA DI BENI DEL PATRIMONIO COMUNALE .
Ebbene si, cari cittadini, avete letto bene, anche se una notizia così importante non dovrebbe essere appresa dai giornali. Purtroppo non smetteremo mai di criticare il modus operandi  della nostra amministrazione comunale, per la quale  la TRASPARENZA sembra essere un optional.
A tante domande, vorremmo risposte  come ad esempio, perché l’esclusione  di alcuni beni che viceversa sembrerebbero meno importanti ai fini della identità storica casertana?
Ed ancora: che fine ha fatto l’accordo intercorso tra DEMANIO e COMUNE, qui riportato?
E sopratutto la dichiarata finalità di “ sviluppo urbano” già espressa fin dal 2008 è sempre sottesa a tali decisioni/esclusioni ?

 

“Il programma, presentato dalla Città di Caserta alla Regione Campania nell’ambito della “Manifestazione di interesse per la formazione di programmi di edilizia residenziale sociale e di riqualificazione di ambiti urbani degradati e dismessi” pubblicato sul BURC n. 28 del 14/07/2008, consiste nella riqualificazione urbana di quattro beni dismessi trasferiti dal Ministero della Difesa all’Agenzia del Demanio con i Decreti del 28/02/2007 e del 28/07/2007, la riconversione di una parte delle volumetrie esistenti e la ristrutturazione urbanistica di uno di questi beni per la realizzazione di edilizia residenziale sociale e libera.
Collocate in punti significativi della struttura urbana, le aree militari della città di Caserta si estendono su di una superficie pari a circa 900.000 mq su cui insiste una volumetria di 1.300.000 mc, rappresentando uno dei fattori strategici per lo sviluppo urbano.
L’ANCE, con la collaborazione dello IACP della Provincia di Caserta ha messo a punto nel 2008 uno studio volto alla rigenerazione dei primi quattro beni trasferiti dal Ministero della Difesa all’Agenzia del Demanio, l’ex caserma Barducci, l’ex caserma Brignole, l’ex caserma Bronzetti, l’ex caserma Mulini Alifreda.”

 

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