Juve-Napoli vietata a chi è nato in Campania

La Juventus fa una “precisazione circa la vendita dei biglietti per Juventus-Napoli del 31 agosto“ sul suo sito ufficiale. Per dimostrare forse che la Questura di Torino sapeva di questo divieto e per coinvolgerla nella decisione di bandire i campani dallo stadio.Juve-Napoli vietata a chi è nato in Campania

Si tratta di una pubblicazione di un e-mail PEC inviata agli uffici di pubblica sicurezza in data 4 agosto 2019, che invece conferma che la decisione è stata presa dal club bianconero e non dagli organi preposti e solo comunicata successivamente alla Questura.

“Juventus Football Club – scrivono – precisa che le restrizioni di vendita dei biglietti per la partita Juventus-Napoli del 31 agosto, pubblicate sul sito della società nella mattinata di ieri, sono state comunicate, tramite Posta Elettronica Certificata, agli uffici competenti in data 4 agosto alle ore 16. Le modalità di vendita dei tagliandi potrebbero subire variazioni, anche sostanziali, solamente a seguito delle determinazioni dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, che non si è ancora riunito. Di seguito il documento trasmesso in data 4 agosto“. Da Torino hanno fatto sapere che la decisione sarebbe stata concordata con Questura e Osservatorio in attesa delle disposizioni sulla partita, da sempre considerata a rischio, che saranno diramate dopo Ferragosto. La Questura invece stamattina ha precisato: “Con riferimento alla notizia apparsa oggi su alcuni organi di stampa, secondo la quale la Questura di Torino avrebbe concordato il divieto di vendita dei tagliandi per la partita Juve – Napoli a chi è nato in Campania, si comunica ufficialmente che tale notizia è del tutto destituita di ogni fondamento.  La Questura di Torino non ha mai concordato tale decisione con la società sportiva né intende condividerla”.  La vendita libera inizierà domattina alle 10, anche se bisogna capire se resteranno ancora biglietti a disposizione dopo la fase riservata a chi ha diritto di prelazione.Juve-Napoli vietata a chi è nato in Campania

Alla nota della Questura ha replicato la Juve: “Juventus Football Club precisa che le restrizioni di vendita dei biglietti per la partita Juventus-Napoli del 31 agosto, pubblicate sul sito della società nella mattinata di ieri, sono state comunicate, tramite Posta Elettronica Certificata, agli uffici competenti in data 4 agosto alle ore 16.Le modalità di vendita dei tagliandi potrebbero subire variazioni, anche sostanziali, solamente a seguito delle determinazioni dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, che non si è ancora riunito”.

“La notizia da parte della società calcistica juventina di vietare la vendita dei tagliandi per la partita Juve – Napoli, in programma sabato 31 agosto, a chi è nato in Campania ha tutta l’aria di essere una scelta di discriminazione territoriale e sociale. È molto grave che una società sportiva selezioni il pubblico pagante sulla scorta di un fattore arbitrario legato al luogo di nascita”: è affidata alla delegata all’Autonomia della Città, Flavia Sorrentino, la reazione del Comune alle notizie provenienti da Torino. “Il comunicato diramato dalla Questura di Torino in cui si afferma che la scelta non è stata nè concordata nè condivisa è un ulteriore elemento che fa riflettere sulle motivazioni che sono alla base di tale decisione. Essere nati a Napoli, essere cittadini campani non è un marchio di disonore né un elemento per cui prendere provvedimenti restrittivi. A meno che non si voglia sdoganare definitivamente o dare liceità ad un messaggio razzista che ha l’intento di colpire i meridionali che vivono e lavorano a Torino”.

Con la decisione di vietare la vendita a chi è nato in Campania dei biglietti per Juve-Napoli del 31 agosto “si arriva alla vergogna, allo schifo e alla tristezza più totale. Il calcio è un gioco e voi lo state distruggendo”. Queste le parole con cui Salvatore Esposito, l’attore partenopeo divenuto famoso con il personaggio di Genny Savastano in Gomorra commenta la decisione della Juve sul divieto della vendita dei tagliandi. “Sono nato a Napoli – afferma Esposito, su Facebook – e ne sono fiero, sono nato in Campania e ne sono fiero, sono tifoso del Napoli e ne sono fierissimo. Volevo dire agli organi competenti, all’Uefa, alla Fifa, alla Lega A, che fanno lotte contro il razzismo ‘say no to racism’ e poi permettono che venga vietata la trasferta non solo ai tifosi di una determinata squadra, perché questo accade per tutte le squadre, ma a chi è nato in una determinata zona e a chi è residente in una determinata Regione. Di questo passo credo si arrivi alla vergogna, allo schifo e alla tristezza .”

La replica delle istituzioni campane è affidata alla voce di Flavia Sorrentino, delegata all’Autonomia della Città: “E’ molto grave che una società sportiva selezioni il pubblico pagante sulla scorta di un fattore arbitrario legato al luogo di nascita. Il comunicato diramato dalla Questura di Torino – le sue parole – in cui si afferma che la scelta non è stata né concordata né condivisa è un ulteriore elemento che fa riflettere sulle motivazioni che sono alla base di tale decisione. Essere nati a Napoli, essere cittadini campani non è un marchio di disonore né un elemento per cui prendere provvedimenti restrittivi. A meno che non si voglia sdoganare definitivamente o dare liceità ad un messaggio razzista che ha l’intento di colpire i meridionali che vivono e lavorano a Torino”. E intanto sui social la replica pungente dei tifosi partenopei: “Ma almeno sanno dove è nato il loro allenatore?”.