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La bandiera satirica scambiata per neonazista…

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Roma. Abbiamo già raccontato stamattina l’assurda storia della bandiera del Kekistan spacciata da Repubblica e company come “drappo nazista”. Ora, però, è il momento di lasciar parlare lui, l’autore della trollata del momento, il curatore della pagina “Dio Imperatore Salvini”, l’uomo sceso in piazza con la bandiera dell’immaginario stato dei troll, colui che ha preso in giro Fiano e tutti gli altri antifascisti in servizio permanente effettivo.

Volevi dimostrare che i media mainstream spacciano bufale. Missione compiuta, quindi?

Missione compiuta alla grande, siamo oltre le più rosee aspettative. Ho ricevuto decine e decine di messaggi, alcuni anche di insulti, ma molti che avevano capito e che mi facevano i complimenti. Non mi sarei mai aspettato un risultato del genere. Volevamo dimostrare come Repubblica, Corriere e compagnia bella vedessero il nazismo ovunque. Direi che ci siamo riusciti.

Tutto nasce da una pagina facebook, giusto?

Sì, la pagina “Dio Imperatore Salvini”. L’ho creata il 5 novembre a imitazione della pagina “God Emperor Trump”, molto attiva nelle elezioni americane, che io ho seguito con passione avendo anche studiato per qualche anno in America.

Perché quella bandiera?

Ho usato quella bandiera, molto usata dai vari troll di 4Chan, intanto come simbolo di riconoscimento, per raggruppare i nostri fan. E poi, appunto, per trollare i giornali di sinistra che, ero sicuro, avrebbero fatto degli articoloni sui nazisti per Salvini.

Dove l’hai trovata, la bandiera?

L’ho presa su Amazon.

Il servizio d’ordine della Lega come l’ha presa?

Mi hanno fermato un paio di volte, mi hanno chiesto spiegazioni e mi hanno chiesto se potevo abbassarla almeno quando Salvini parlava, proprio per non dare spunti polemici agli avversari di Salvini, che non aspettavano altro. Dato che erano insistenti ho acconsentito a tirarla giù, per rialzarla quando Salvini aveva finito di parlare. Diciamo che i leghisti non è che fossero così consenzienti, ecco…

Ti ha fermato anche un giornalista di Radio Popolare.

Sì, mi ha fermato uno di loro a cui non pareva vero di aver trovato la bandiera “nazista”. Io li ho un po’ trollati, poi alla fine ho dato loro una mezza spiegazione, ma non so se l’abbiano capito.

E i cronisti dei principali giornali? Loro ti hanno chiesto nulla?

Con Repubblica e Corriere non ho mai parlato. Anche se il Corriere ha messo un video che mi hanno fatto in piazza, senza che me ne accorgessi.

Quindi erano lì vicino a te. Avrebbero anche potuto chiedertelo.

Esatto, ma non l’hanno fatto.

Di certo la tua trovata ha messo la parola fine sul dibattito sulle fake news.

Esatto, qui si dimostra come i media mainstream siano i veri produttori di fake news. La campagna isterica sulle fake news che varebbero favorito i populisti, che verrebbero dalla Russia e cazzate simili è assurda, perché le vere bufale le fanno i giornali di sinistra. 

 

 

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