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Legalizzazione cannabis: i pro e contro

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La proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis, promossa dall’intergruppo parlamentare (composto da più di centro membri) guidato dal senatore del Gruppo Misto Benedetto Della Vedova continua a far discutere.

La 3295, recante “disposizioni in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati”, ha come obiettivo il superamento della normativa attuale, che risale al 1990 ed è tornata in vigore dopo la bocciatura della Fini-Giovanardi da parte della Consulta.

Che cosa prevede questa proposta di legge? Ma soprattutto, quali sono i pro e i contro di una eventuale legalizzazione della cannabis in Italia?

Legalizzazione cannabis: cosa prevede la proposta di legge

La proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis che approderà il 25 luglio a Montecitorio si articola in pochi punti essenziali:

  • Possesso e consumo: Solo per i maggiorenni, è consentita la detenzione di 5 grammi di cannabis (in casa la soglia si alza fino a 15 grammi), ma è vietato fumarla in luoghi pubblici.
  • Coltivazione: Si possono coltivare per uso personale fino a 5 piante di cannabis, comunicandolo all’ufficio regionale dei monopoli di Stato.
  • Vendita: Lo spaccio sarà ancora reato. Ma la legge dà il via libera ai cosiddetticannabis social club, locali dedicati alla coltivazione e alla vendita della cannabis.
  • Uso terapeutico: La nuova legge lo consente, “previa prescrizione medica e comunque nel limite quantitativo massimo indicato nella prescrizione medesima”.
  • Prevenzione e pubblicità: Lo Stato destinerà il 5% dei proventi derivanti dalla legalizzazione della cannabis “al finanziamento dei progetti del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga”.

Come per l’alcool, è vietata la guida sotto l’effetto della cannabis. Al pari delle sigarette, inoltre – si legge nel testo -, “è vietata la propaganda pubblicitaria, diretta o indiretta, della cannabis e dei prodotti da essa derivati”.

Ma quali sono i pro e i contro di una eventuale legalizzazione della cannabis in Italia?

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Legalizzazione cannabis: i pro

  • Pil: Il nuovo Prodotto interno lordo derivante dal traffico di stupefacenti calcolato dall’Istat per l’anno 2011 ammonta a 10,5 miliardi di euro, con una conseguente riduzione del rapporto deficit/Pil e dunque nuovi margini di spesa.
  • Lotta alla mafia: La vendita delle droghe leggere rappresenta la metà del traffico complessivo degli stupefacenti. Secondo la Direzione nazionale antimafia, per togliere liquidità alla criminalità organizzata e combattere la vendita delle cosiddette droghe pesanti, è necessario procedere a una legalizzazione di quelle leggere. Legalizzare la cannabis, inoltre, significa sottoporre questo mercato a maggiore controllo, tutelando anche la salute dei consumatori.
  • Risparmi: Legalizzando la cannabis si avrebbero vantaggi fiscali che oscillano dagli 8,5 ai 5,8 miliardi di euro (dati Istat del 2011): di questi, 574,7mila euro (è una cifra sottostimata) corrispondono ai risparmi di spesa per il contrasto del fenomeno e 5,3-7,9 miliardi alle eventuali entrate fiscali.

Legalizzazione cannabis: i contro

  • Salute: La cannabis viene considerata da molti medici come una droga di passaggio, in grado cioè di favorire una transizione verso il consumo droghe pesanti come cocaina ed eroina. Inoltre, per alcuni esperti, un uso prolungato della cannabis danneggerebbe i polmoni, aumentando il rischio di contrarre il cancro (secondo altri importanti studiosi come Umberto Veronesi, invece, i danni provocati dallo spinello sarebbero “praticamente inesistenti”).

Per Umberto Tirelli, direttore del Dipartimento di oncologia medica del Centro di riferimento oncologico di Aviano, la cannabis danneggerebbe anche “le facoltà cognitive come l’attenzione e la memoria” ed aumenterebbe “conseguentemente il rischio di incidenti stradali”.

  • Lotta alla mafia: Rispondendo ad una domanda rivoltagli da uno studente ad un incontro pubblico nel 1989, Paolo Borsellino spiegò che “la legalizzazione del consumo di droga non elimina affatto il mercato clandestino, anzi avviene che le categorie più deboli e meno protette saranno le prime ad essere investite dal mercato clandestino”.

Legalizzare il mercato della droga, secondo il magistrato ucciso dalla mafia nel 1992:

verrebbe ad alimentare inoltre le droghe più micidiali, cioè quelle che non potrebbero essere vendute in farmacia non fosse altro perché i farmacisti a buon diritto si rifiuterebbero di vendere. Conseguentemente mi sembra che sia da dilettanti di criminologia pensare che liberalizzando il traffico di droga sparirebbe del tutto il traffico clandestino e si leverebbero queste unghia all’artiglio della mafia.

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