L’inchiesta su Di Puorto & la banda dello spray al peperoncino si allarga

Di Puorto, figlio di un boss della camorra in carcere, sarebbe a capo della baby gang specializzata in furti nelle discoteche con il metodo dello spray urticante. Chiaramente, Sfera Ebbasta in tutto questo è spettatore passivo, del tutto ignaro che il ragazzo di fianco a lui potrebbe essere uno dei responsabili della morte di sei persone

Il video postato anche da La Gazzetta di Modena, ma prima apparso sui social, dell’incontro in un autogrill presso Ancona la notte della strage di Corinaldo di Ugo Di Puorto, arrestato in quanto ritenuto membro della banda dello spray al peperoncino, e il trapper Sfera Ebbasta, che ignaro, credeva di aver di fronte un suo fan. Che in un’intercettazione si vantava: «Se non era per i morti, te lo giuro a quello gli “facevo” la collana».

 

È la notte della strage di Corinaldo, tra il 7 e l’8 dicembre scorso, e in un autogrill lungo l’autostrada un gruppo della `banda´ dello spray si imbatte nel trapper Sfera Ebbasta.

L’incontro, casuale, era già emerso nei giorni scorsi dalle carte dell’inchiesta di Ancona che ha portato all’arresto di sette persone ma ora spunta un video.

Si tratta di pochi secondi di una clip in cui Sfera Ebbasta viene affiancato da quello che gli sembra un fan.

Quel giovane a caccia di selfie appena dietro di lui è invece Ugo Di Puorto, uno dei giovani indagati, di ritorno dalla Lanterna Azzurra dove – secondo l’accusa – aveva appena provocato sei morti con i suoi complici. Il video è stato postato dallo stesso Di Puorto sul suo profilo Instagram, poi rimosso. Ugo incalza il trapper che risponde «Yeah, the king, Sfera Ebbasta».

Sfera mima il gesto del cucirsi la bocca e Ugo dietro: «Sta facendo i soldi mentre voi parlate, parlate, guardatelo».

Intanto l’ufficio stampa del cantante smentisce che il video sia relativo alla notte tra il 7 e l’8 dicembre, mentre gli inquirenti sono convinti che Ugo Di Puorto, 19 anni figlio di Sigismondo Di Puorto, boss del clan dei Casalesi, possa aver avuto un ruolo anche in altri furti.

Sono al vaglio delle indagini, circa 40 episodi avvenuti nei locali del Centro e del Nord Italia, con ospiti di eccezione,  la combriccola andava nei posti più frequentati per compiere furti con lo spray al peperoncino, secondo le ipotesi accusatorie.

Nel frattempo, dopo il silenzio quasi compatto negli interrogatori di garanzia, gli arrestati puntano ad essere ascoltati dai magistrati di Ancona. E’ quanto filtra dagli avvocati dei sei giovani, sui quali pesa anche l’accusa di omicidio preterintenzionale per i sei morti alla Lanterna Azzurra, e del 65enne presunto ricettatore. Lo riporta la stampa locale. “Chiederemo l’interrogatorio alla procura di Ancona“, dice all’edizione modenese del Resto del Carlino Gianluca Scalera, legale che difende tre dei presunti componenti della ‘banda’ dello spray, ovvero Andrea Cavallari, Moez Akari e Souhaib Haddada. “Stiamo valutando se presentare istanza di Riesame”.

I suoi assistiti finora hanno fatto dichiarazioni spontanee prendendo le distanze dal resto degli indagati (il citato Ugo di Puorto, Raffaele Mormone, Badr Amouiyah e il ‘nonno’ Andrea Balugani). L’intenzione di riferire agli inquirenti che hanno coordinato le indagini, secondo la Gazzetta di Modena, e’ anche la linea degli altri indagati. Fino a ieri pomeriggio in Procura non era arrivata ancora nessuna richiesta. Ad Ancona dovrebbero arrivare (da Modena) i telefonini e i dispositivi informatici sequestrati agli arrestati e che verranno sottoposti ad accertamento tecnico.