GUERRIERO: «DOVE FINISCE LA SCUOLA, COMINCIA LO SPOPOLAMENTO DELLA CITTÀ»
Dopo 65 anni, come tutti dovrebbero sapere, si chiude un capitolo importante nella storia scolastica di Caserta. L’istituto Mattei lascia infatti la storica sede di via Settembrini, destinata a non essere più utilizzata dopo la dichiarazione di inagibilità arrivata dalla Provincia lo scorso luglio.
Il provvedimento, adottato lo scorso 13 luglio dalla Provincia di Caserta, è frutto di verifiche tecniche che hanno evidenziato criticità strutturali nell’edificio, costruito negli anni Sessanta e non più rispondente agli attuali standard antisismici.
Una decisione che, come ha spiegato il dirigente scolastico, non nasce da una scelta dell’istituto, ma dalla necessità di garantire la sicurezza di studenti e personale.
«Cambierà la sede, non cambierà il Mattei», ha ribadito il dirigente, sottolineando che il valore della scuola non è rappresentato soltanto dai muri, ma dalle persone che la compongono.
Ma è proprio sui muri, sugli spazi e sulle condizioni concrete in cui gli studenti sono chiamati a vivere ogni giorno la scuola che si concentra la preoccupazione.
L’istituto conta circa 800 studenti distribuiti in 41 classi. Il trasferimento sta comportando una complessa redistribuzione delle attività: una parte degli studenti è stata collocata nella zona di Puccianiello, altri risultano destinati a Centurano, mentre per una parte delle attività è stata individuata l’area dell’ex Saint Gobain.
E proprio dagli studenti arrivano segnalazioni che meritano attenzione. Alcuni ragazzi riferiscono che, nella sede dell’ex Saint Gobain, per raggiungere le aule vengono utilizzate scale di emergenza. Una situazione che, al di là delle soluzioni organizzative adottate, merita di essere verificata e chiarita, soprattutto quando si parla di una scuola e di centinaia di giovani.
La fine dell’esperienza nella storica sede di via Settembrini porta inevitabilmente con sé un carico di ricordi per generazioni di studenti, docenti e personale scolastico. Una sede conosciuta anche per la particolare produzione degli studenti, come i celebri 6×3, i grandi manifesti esposti all’esterno con slogan dedicati alla legalità, all’attualità e ai temi sociali.
Immagini che rischiano di diventare un ricordo insieme a quella sede.
E qui la questione diventa più ampia.
Con lo svuotamento progressivo dei plessi cittadini, resi in alcuni casi non più utilizzabili anche a seguito di anni di manutenzione insufficiente, Caserta rischia di assistere a una trasformazione che non è soltanto urbanistica, ma anche sociale.
LA DICHIARAZIONE DEL CANDIDATO SINDACO CIRO GUERRIERO
Sul futuro del Mattei interviene il candidato sindaco Ciro Guerriero che oggi, come sempre era presente :
«La sicurezza dei nostri ragazzi viene prima di tutto. Se un edificio non è sicuro, è giusto intervenire. Su questo non possono esserci equivoci. Ma proprio perché parliamo di sicurezza, voglio capire fino in fondo come siano state organizzate le sedi provvisorie e in quali condizioni gli studenti stanno frequentando le lezioni.
Mi arrivano segnalazioni di ragazzi che parlano di spostamenti tra più sedi e dell’utilizzo di scale di emergenza per raggiungere le aule nell’area Saint Gobain. Non voglio alimentare allarmismi: voglio che queste situazioni vengano verificate e spiegate pubblicamente.
Una scuola non può essere semplicemente spostata da un edificio all’altro. Deve essere garantita la sicurezza, ma anche la dignità degli studenti, la funzionalità dei laboratori, la qualità della didattica e la possibilità per una comunità scolastica di sentirsi realmente tale.
E c’è un’altra domanda che dobbiamo porci: che fine fanno gli edifici scolastici cittadini quando vengono progressivamente svuotati?
Caserta non può permettersi di perdere le proprie scuole dal centro della città senza interrogarsi sulle conseguenze. Una scuola significa ragazzi, famiglie, insegnanti, attività, movimento, cultura, presidio sociale.
Una città senza scuole è una città che si svuota.
Io non voglio una Caserta che diventa soltanto un luogo dove consumare, parcheggiare e transitare. Voglio una città dove i ragazzi possano studiare, incontrarsi e costruire il proprio futuro.
Per questo sul Mattei chiedo una cosa semplice: chiarezza. Tempi, sedi, condizioni degli edifici, laboratori, trasporti e progetto per il futuro della storica sede di via Settembrini devono essere conosciuti dalle famiglie.
La scuola non è soltanto un edificio.
È presenza sul territorio. È socialità. È presidio culturale. È futuro.
E il futuro di Caserta non può essere costruito spostando i ragazzi da una sede all’altra senza una visione complessiva della città».
Il dirigente scolastico ha chiesto alle famiglie di mantenere alta la fiducia nell’istituzione, ricordando che «il Mattei non è fatto di muri o di aule. Il Mattei è fatto di persone».
Un principio condivisibile.
Ma proprio per questo, alle persone bisogna garantire luoghi sicuri, dignitosi e adeguati.
La domanda è: quale città stiamo costruendo quando le scuole lasciano il centro e gli edifici pubblici diventano progressivamente vuoti?
Perché se una scuola perde la propria sede, può essere una necessità.
Se una città perde progressivamente le proprie scuole, diventa una scelta urbanistica e politica.














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