Migranti con barboncino a seguito, sbarcano a Lampedusa

Undici tunisini, fra cui tre donne e un cane barboncino tenuto al guinzaglio, sono stati intercettati e trasbordati sul gommone della Guardia costiera mentre erano, su un barchino, a largo di Lampedusa (Ag).

I migranti in pantaloncini, occhiali da sole e sigaretta in mano, sono stati fatti sbarcare a molo Madonnina. Le tre donne, una delle quali con un grosso cappello di paglia, avevano con loro anche dei bagagli. il gruppo sembrava formato da vacanzieri.

Altri sette tunisini sono stati rintracciati, dalla Guardia di finanza, sugli scogli di Portu ‘Ntoni, accanto a Cala Croce. I migranti sono riusciti ad arrivare sulla terraferma e stavano abbandonando il barchino che gli aveva consentito l’approdo quando sono stati avvistati ed è scattato l’allarme. L’area di Portu ‘Ntoni e Cala Croce sono tradizionalmente affollate dai turisti.

La proprietaria del barboncino, occhiali da sole e zainetto in spalla : «Sono stata 15 anni in Italia, poi sono tornata nel mio paese e ora sono tornata di nuovo in Italia perché mi piace. Spero di trovare un lavoro e la libertà perché in Tunisia è piena di carceri, è piena di schifo».

Vicino a  lei un uomo, con canottiera, pantaloncino e cappellino, che è, all’improvviso, è sbottato: «Sono scappato dal mio paese, paese di m..».

Non essendo a bordo di una nave Ong, ma a bordo di un barchino, una volta avvistati dalle coste italiane, i migranti devono infatti essere fatti sbarcare. Come spiega la Dott.ssa Daniela Petrache coordinatrice di CasertaKestè -giovani, si tratta di uno “sbarco fantasma”, ovvero effettuato non attraverso le navi Ong ma con un viaggio di fortuna da costa a costa.

Dal 1 gennaio al 1 settembre 2019 (un periodo nel quale il ministro dell’Interno era un certo Matteo Salvini) in Italia sono sbarcati 5.025 migranti (tutti mentre Salvini era al governo). Di questi però solo 472 sono arrivati a bordo delle imbarcazioni delle Ong. Gli altri 4.553 sono arrivati in un altro modo.

I barchini non possono essere respinti perché quando vengono avvistati si trovano già nelle acque italiane.