LE PROMESSE NON BASTANO: SERVONO RISPOSTE CONCRETE!
Quattrocentottanta milioni promessi, altri 60 milioni annunciati per settembre e ottobre, impegni e rassicurazioni. Eppure, nel Sud Italia, la protesta degli autotrasportatori continua. In Campania, e soprattutto nel Casertano, la situazione rischia di diventare sempre più difficile.
I presidi ai caselli di Caianello, Capua, Santa Maria Capua Vetere e Caserta Sud, così come nell’area interportuale Maddaloni-Marcianise, stanno provocando pesanti disagi alla circolazione e mettendo sotto pressione l’intera filiera economica. A rischio non ci sono soltanto i trasporti, ma anche i rifornimenti di carburante, l’approvvigionamento delle materie prime e persino la raccolta dei rifiuti.
Ma fermiamoci un momento: perché si arriva a questo punto?
Quando chi lavora si ferma per protestare, quando camionisti, agricoltori, allevatori e pescatori scendono in strada, il problema non può essere liquidato con un semplice invito alla responsabilità. La responsabilità deve essere reciproca: di chi manifesta, certamente, ma anche di chi governa e ha il dovere di dare risposte tempestive, efficaci e verificabili.
Il caro gasolio non è una questione che riguarda soltanto gli autotrasportatori. Il costo del carburante pesa sui trasporti, sulla produzione agricola, sulla distribuzione delle merci e, alla fine, arriva direttamente nelle tasche dei cittadini attraverso il prezzo dei beni di prima necessità.
A pagare il conto, come sempre, rischiano di essere le famiglie, i lavoratori e le piccole imprese.
Bene il confronto istituzionale e bene gli interventi annunciati dal Governo. Ma adesso occorre capire quanto queste misure incidano realmente sui costi sostenuti dalle imprese, in quali tempi arrivino i benefici e quali ulteriori strumenti siano necessari per evitare che il settore continui a lavorare con margini sempre più ridotti.
E mentre gli autotrasportatori protestano, anche il mondo agricolo si mobilita. Coldiretti, agricoltori, allevatori e pescatori chiedono ascolto e interventi. Non sono comparti isolati: sono anelli della stessa catena economica. Se si blocca il trasporto, si rallenta la produzione; se aumenta il costo della produzione, aumenta la pressione sui prezzi; se le imprese non reggono, a rimetterci è l’intera comunità.
CASERTA NON PUÒ LIMITARSI A CONTARE I DISAGI.
Il nostro territorio conosce bene il valore del lavoro, della logistica, dell’agricoltura e delle attività produttive. Per questo non bastano le dichiarazioni di solidarietà, né le passerelle davanti ai presidi. Servono ascolto, confronto e impegni misurabili.
La politica deve fare la propria parte, senza trasformare le difficoltà dei lavoratori in una disputa tra schieramenti. Non è una gara a chi conquista un titolo di giornale: è una questione di dignità del lavoro e di tenuta economica del territorio.
Agli autotrasportatori chiediamo di proseguire il confronto con senso di responsabilità, tutelando anche i cittadini che subiscono le conseguenze dei blocchi. Alle istituzioni chiediamo, con altrettanta fermezza, di non lasciare sole le imprese e di rendere trasparenti risultati, tempi e strumenti degli interventi annunciati.
La linea di Ciro Guerriero è semplice: dalla parte di chi lavora, dalla parte delle imprese che resistono, dalla parte dei cittadini che non possono continuare a pagare il prezzo di ogni emergenza.
Perché una politica seria non si misura da quanti milioni annuncia, ma da quanti problemi riesce davvero a risolvere.
Le promesse fanno notizia. I risultati fanno la differenza.














Lascia un commento