Occhi e cuore per una pedagogia del Mezzogiorno

di Anna De Luca
Occorre saper guardare, con occhi e cuore pedagogico , a quei fattori generativi di quel deficit di società civile presente nel Mezzogiorno, non considerandolo come strutturalmente correlato all’ethos meridionale , bensì, come conseguente a una serie di fattori generativi esterni che hanno determinato e determinano nell’animo del popolo meridionale passività e rassegnazione e, insieme , prevaricazione e arroganza. Queste sono forme di vita profondamente strutturate ed interiorizzate a partire dall’infanzia. Per comprenderne le dinamiche che sono alla base significherebbe disoccultare redendo visibili quei agenti esterni che hanno determinato e determinano le ragioni dell’ accettazione, della dipendenza e della subalternità . E’ necessario , pertanto , un decisivo cambio di rotta , andando al cuore dei problemi , impegnandosi in un progetto di formazione che, analizzato e discusso nell’ambito dei concreti contesti di vita, coinvolga i molteplici luoghi dell’educazione e della cultura : dalla famiglia alla scuola alle istituzioni sociali e culturali, dall’associazionismo laico e religioso alle iniziative degli enti locali. Solo attraverso la forza di ampi e opportuni investimenti in direzione di educazione alla convivialità , è possibile veder crescere pratiche di collaborazione, di cooperazione di confronto e di partecipazione.