La terza Apocalisse è terribile, perché ne ha due alle spalle. Ha perso il senso dello shock, della catastrofe imprevedibile. Sta diventando normalità. Per la terza volta consecutiva non parteciperemo a un Mondiale di calcio. Se ne parlerà nel 2030, quando saranno passati 16 anni dall’ultima partecipazione. Per la prima volta avremo ragazzi che diventeranno maggiorenni senza aver mai visto l’Italia in una Coppa del Mondo. Gli azzurri sembrano sciogliersi, ma è la Bosnia ad avere le occasioni migliori: al 20′ Donnarumma respinge il destro secco di Basic, al 38′ la spizzata di Demirovic finisce fuori. In mezzo, al 25′, chance per Retegui, che si gira dal limite e cerca l’angolino: Vasilj si distende e blocca. L’episodio che cambia la partita arriva al 41′. La rimessa dal fondo di Donnarumma è corta, Demirovic di testa lancia Memic verso la porta. Bastoni lo stende in scivolata con un fallo da ultimo uomo. Turpin non esita ed estrae il cartellino rosso: Italia in 10 per 50 minuti più recupero, Gattuso manda in campo Gatti per Retegui. Al 60′ proprio sui piedi di Kean la colossale occasione per il raddoppio azzurro. L’attaccante della Fiorentina interrompe il giro pallo bosniaco e vola, imprendibile, in campo aperto. Il suo tiro, a tu per tu con Vasilj, sibila alto sopra la traversa. La Bosnia tiene il possesso e incute paura, ma fatica a rendersi effettivamente pericolosa. Una situazione che si protrae fino al 72′, quando è Donnarumma a salvare l’Italia calando una parata strepitosa sul tiro a botta sicura di Tahirovic da dentro l’area. Come un gatto il portiere del Manchester City si distende alla sua destra e mette in angolo. Il muro azzurro cade al 79′. Dedic punta Dimarco e mette in mezzo: il pallone spiove sul secondo palo con Dzeko che sovrasta Mancini e indirizza la palla verso la porta con un dubbio tocco di braccio. Donnarumma para, ma sulla respinta il più veloce è Tabakovic che insacca e pareggia i conti. Turpin attende una chiamata del Var che non arriva e convalida la rete. Negli ultimi minuti le incursioni della Bosnia si intensificano: all’88’ ancora Donnarumma miracoloso sul colpo di testa Demirovic. Al 93′, al termine del recupero, Turpin fischia la fine dei tempi regolamentari. La qualificazione si decide ai supplementari. L’extra time per più di dieci minuti sono privi di emozioni. Poi, al 103′, l’ennesimo episodio da moviola della partita. Muharemovic ferma Palestra lanciato verso Vasilj: Turpin fischia una punizione dal limite ed estrae il cartellino giallo, tra le proteste di tutto il gruppo azzurro che invoca una scelta più severa. Il Var rimane silente, rimane la decisione del campo: Donnarumma è una furia. Nel recupero del primo tempo supplementare è l’Italia a sfiorare il vantaggio. Palestra, protagonista di una prestazione di livello, crossa trovando Esposito sul secondo palo: Vasilj è bravo a coprire lo specchio con la sagoma e respingere. Anche il secondo tempo supplementare scorre, nella tensione che indurisce le gambe dei giocatori, senza sussulti. I calci di rigore sembrano inevitabili. Al 119′ l’ultima occasione è per Tahirovic che, rasoterra, cerca l’angolino: fuori. La lotteria dei rigori si sposta subito in favore della selezione balcanica, con il brutto tentativo di Pio Esposito che finisce in tribuna. I bosniaci sono perfetti: segnano Tahirovic, Tabakovic e Alajbegovic. Per gli azzurri non sbaglia Tonali, ma Cristante colpisce la traversa: Bajraktarevic manda la Bosnia ai Mondiali 2026. Solo un’illusione quella regalata al 15′ dal gol di Kean, che ha approfittato di uno svarione difensivo dei padroni di casa. La partita è stata condizionata dall’espulsione di Bastoni, al 41′ della prima frazione: il difensore dell’Inter si è immolato in maniera irregolare su Demirovic, diretto da solo a tu per tu con Donnarumma. All’uscita dagli spogliatoi, l’Italia ha provato a ripresentarsi sul terreno di gioco in formato barricata. Un intero tempo di sofferenza, che ha portato la Bosnia a guadagnare metri in campo, fino a spingere la palla in rete grazie al gol di Tabakovic, entrato da soli otto minuti. Il risultato non si schioda dall’1-1 nei tempi supplementari e arrivano i calci di rigore, con gli errori di Esposito e Cristante che condannano l’Italia a una terza figuraccia mondiale.
Psicodramma ITALIA fuori dal mondiale
Gianclaudio De Zottis




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