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Si chiede di non divulgare il video dell’ omicidio su asse mediano

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Le telecamere installate sull’asse mediano hanno immortalato le fasi dell’agguato costato la vita ai fratelli Marco e Claudio Marrandino. Nei video ci sarebbe l’intera sequenza dell’orrore. La lite, gli spari, il sangue. Mentre gli investigatori lavorano alla ricostruzione del movente del duplice delitto avvenuto nel pomeriggio di ieri tra Orta di Atella e Succivo, nel Casertano, i messaggi social che trasudano dolore e rabbia per la morte del 39enne avvocato e del fratello imprenditore di 29 anni, sono comparsi a decine.
L’appello del sindaco
Un amico di entrambi li descrive come «due ragazzi, esempi di vita, rispettosi, educati e per bene». Poi aggiunge: «Per favore basta far girare foto e video ripresi dai passanti, il dolore è già troppo, abbiate rispetto della famiglia». Sulla stessa linea il sindaco di Cesa, Enzo Guida: «Chiediamo rispetto per le due vittime. Stiamo assistendo alla circolazione di video e foto dell’episodio ed è qualcosa di molto brutto. Chiediamo a tutti di non condividere queste immagini atroci. Chiediamo alla comunità di rispettare il dolore ed è il miglior modo questo per onorare la memoria di Marco e Claudio».
L’allusione è a un video girato sul luogo dell’omicidio, in cui si notano i corpi senza vita dei due fratelli. Uno in auto, l’altro riverso sull’asfalto a faccia in giù, dopo un estremo tentativo di fuga stroncato dalle pallottole esplose alle spalle. Sull’asse mediano, nel pomeriggio di ieri, i cellulari che immortalavano quella scena macabra erano tanti. C’è anche un avvocato che ricorda le due vittime ed esprime «incredulità, dolore e costernazione. Un delitto, quello dell’avvocato Marco Marrandino e di suo fratello Claudio che ha scosso brutalmente l’ambiente forense e non solo. La morte violenta di una persona lascia sempre sconcertati. La morte di un avvocato colpisce oltre che la città, anche un’intera categoria di professionisti. Le armi non sono e non devono essere il linguaggio dei cittadini di questa terra martoriata da anni ed anni di oppressione camorristica».

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