Siamo in alto mare, non si intravede la terra ferma, nell’aria burrasca!

CASERTA – Chi realmente vive la città e si interessa ad essa, si è reso conto da tempo , o malmeno dalle prime battute, che piega stava prendendo la città – Un’opposizione arrendevole, accondiscendente e talvolta inconcludente, con mozioni che non danno un segno tangibile ai cittadini, un minimo segnale, all’ingenuo elettorato di pecoroni invigliacchiti, di…

CASERTA – Chi realmente vive la città e si interessa ad essa, si è reso conto da tempo , o malmeno dalle prime battute, che piega stava prendendo la città – Un’opposizione arrendevole, accondiscendente e talvolta inconcludente, con mozioni che non danno un segno tangibile ai cittadini, un minimo segnale, all’ingenuo elettorato di pecoroni invigliacchiti, di voler contrastare il malaffare. Una maggioranza visivamente scontenta ma vigliaccamente attaccata alla sedia, e sediolone, come tutti, assessori che si aumentano lo stipendio, perchè vengono da fuori e hanno delle spese, da dire ‘ma mi faccia il piacere, c’ è venuto o vi hanno mandato?
E sotto gli occhi di tutti che tutte le forze politiche casertane sono già protese verso le prossime, non lontane elezioni politiche.Tutte, tirano sostanzialmente a campare, quelle di opposizione, a compattare le fila del proprio elettorato e, quelle di maggioranza, ad accrescere le possibili clientele. Corsi e ricorsi storici

Cosicchè al nuovo, alla svolta che poco più di un anno venivano promessi durante le elezioni comunali non crede più nessuno.

Il declino di Caserta, in questo scenario, è destinato a durare ancora per molto.

Il sindaco Carlo Marino, nella probabile candidatura alla camera dei deputati, ha adottato la linea di un disinvolto quietismo, del rinvio di ogni questione rilevante, in attesa di finanziamenti sempre da venire, all’esito di incontri ed intese sempre da tenere e da stringere e sempre in via di aggiornamento, che non approdano mai a nulla. E che si tratti di una metodica vera e propria ben si coglie dal fatto che essa è adottata anche nei casi in cui le soluzioni potrebbero essere persino immediate o quando i temi pendenti sono annosi e conosciuti in ogni loro minima sfaccettatura da non richiedere supposti, nuovi approfondimenti.

Le problematiche della movida, del decoro urbano, del traffico incontrollato, dell’abusivismo dilagante, per non dire di quelle più propriamente finanziarie e di bilancio dell’ente comunale, stanno lì ad incancrenirsi, da quando il sindaco si è insediato.

Il capitolo, poi, dei dirigenti comunali accusati apertamente di non rispondere agli assessori, che rappresenta una vera aberrazione ed un unicum, non riceve alcuna reazione apprezzabile.

Da politico navigato, Carlo Marino si è rifugiato in una dimensione virtuale, propagandistica, vantando i presunti successi di una città che non esiste se non nella propria immaginazione.

Bisogna dare atto, che è stato capace  di spostare il cerino acceso, suo proprio, della sicurezza urbana, specie quella del centro storico e dell’area turistica di piazza Carlo III e delle sue adiacenze, dalle proprie mani, a quelle della prefettura, con la storiella degli organici scarni della polizia municipale. La quale prefettura, venendo meno in questo caso – ci pare – al suo ruolo di garante delle compatibilità generali, non gli ha mai eccepito che molti di quei fenomeni di illegalità avvengono senza che i vigili urbani tendenzialmente intervengano, anche quando potrebbero. Intanto i servizi sostitutivi di quelli propri della polizia locale distolgono le forze dell’ordine preposte al controllo generale del territorio, con l’effetto che ci risultano casi di persone che in poco meno di un mese hanno subito per tre volte un tentativo di furto nella propria abitazione.

In questo contesto non meraviglia, dunque, che nei giorni scorsi, in occasione dell’ennesimo appuntamento disertato dal sindaco, al comitato di quartiere Caserta Centro: no degrado, no movida selvaggia, che rivendica il diritto sacrosanto, naturale e primario al riposo ed alla quiete notturna, negato dalla smodata caciara di musica e schiamazzi dei locali del centro storico, l’assessore alle attività produttive abbia potuto dire con protervia che “…la chiusura dei locali a mezzanotte è impraticabile…“. Evidentemente, non lo sfiora neppure l’idea che l’impresa privata deve svolgersi senza pregiudizio per gli altri ed è da supporre che la sua affermazione, altrimenti insensata, risponda proprio ad un riconoscimento elettorale.

In queste manovre preelettorali si distingue anche Forza Italia che, per darsi un volto nuovo, sta cercando di arruolare esponenti della società civile particolarmente reputati, fermo restando lo stato maggiore storico, quello dei suoi propri disastri. Con un post sulla pagina Facebook Lucrezia Cicia, ex consigliere comunale e seconda più votata del centrodestra alle ultime elezioni regionali, posta: «Alla luce di quello che è successo ad Aversa e le nomine fatte in questi ultimi mesi – scrive – sono costretta mia malgrado dopo anni di militanza in #forzaItalia a prendere le distanze dal partito fino a nuovi assetti».

Qualche buontempone alla Regione Campania, ,vuole far passare un DDL che riapre i termini delle attività estrattive fino a dieci anni. Cioè la Regione vuole riaprire le cave! Non si accontentano di ricomporre, cosa già prevista, ma vogliono proprio far estrarre. È una iniziativa di gravità inaudita. Domani consiglio comunale ad hoc, in diretta live, vedremo i rappresentanti come si esprimeranno al riguardo.

Si vocifera che, sempre in questo arrembaggio elettorale, sarebbe in preparazione un provvedimento per l’installazione e l’affidamento di dodici chioschi di articoli turistici in piazza Carlo III, da riservare agli abusivi storici casertani, quasi avessero un titolo di merito preferenziale, in quanto collettori di voti.

Allora, ben si capisce perché alla città vengono date arie di grandezza, anche se metaforicamente ha le pezze al sedere.

Presentata come città turistica e della cultura, in realtà è una citta in cui nel pubblico non funziona quasi nulla, con servizi carenti, trasporti inesistenti, che delibera spese incongrue ed opache, perché sostanzialmente inverificabili. La Signora Agnese, nel visitare il monumento a sorpresa(non tanto) ha potuto costatare nonostante gli occhiali a moscone dell’aridità del sito UNESCO.

Si buttano soldi nelle iniziative più amene, ma si tengono i prati di piazza Carlo III, i primi che i turisti incontrano arrivando nel centro storico, in condizioni pietose. Si sta dietro a manifestazioni costose ed elitarie (i biglietti per alcuni spettacoli di questa estate alla Reggia arrivano a costare anche 80 o 100 euro), che assorbono cifre enormi, ma la città manca di una biblioteca degna di questo nome, di scuole validamente attrezzate, di spazi verdi decenti, e aree dedicate alle disabilità. Intanto si  regalano ‘onoreficenze’. A Casertavecchia ritorna SETTEMBRE AL BORGO, con finanziamento regionale di circa 150 milioni di euro, a  parole in onore del maestro scomparso Fausto Mesolella, ma l’evento si tinge di giallo per l’assenza della Piccola Orchesta Avion Travel….

Questa è solo una cornicetta di questa città finita a carte quarantotto, merito di una classe politica ed amministrativa platealmente incapace non in grado di assicurare le politiche sociali, e persino il funzionamento delle scuole di ogni ordine e grado. I casi eclatanti con lo  sport, noto a tutti la questione dello stadio del nuoto, di questi mesi, è davvero inquietante, ad oggi non è stata apposta ancora nessuna firma, per scongiurare la chiusura della struttura…

Siamo in alto mare….e non si intravede la terra ferma, nell’aria burrasca!

 

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