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Telemedicina un servizio integrato di assistenza domiciliare per persone fragili, finito nella cacca

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LE FAVOLE INIZIAVANO CON C’ ERA UNA VOLTA ….LA TELEMEDICINA: IL SERVIZIO PROMOSSO DALLA PROVINCIA CHE CONSENTIVA ANCHE ECOGRAFIE E SCREENING CARDIOLOGICI

Nel lontanissimo mese di ottobre, di alcuni anni fa, i Servizi Integrati di Telemedicina (SIT), furono inaugurati  dall’allora  presidente della Provincia, Domenico Zinzi, principale artefice dell’attivazione del servizio, con l’intenzione di ampliare la rete dei servizi offrendo la possibilità di anche di eseguire ecografie, fu avviato anche lo screening cardiologico e fu dato il via al controllo remoto di pace-maker e defibrillatori. I portatori di un device Medtronic, quindi, oltre ad essere sottoposti ad elettrocardiogramma e a visita cardiologica, che  potevano controllare lo stato di funzionamento del dispositivo al quale è affidata la stimolazione elettrica del loro cuore. Grazie al Sit furono anche eseguite 90 ecografie e la Telecardiologia, coordinate dai dottori Michele Viscusi e Angela Martone, che registrò ben 35 screening cardiologici e il controllo di 5 pace-maker, consentendo tra l’altro di correggere il malfunzionamento di un device.

Il primo camper con a bordo il mammografo, raggiunse molti centri dell’Alto Casertano, come Mignano Monte Lungo, Conca della Campania, Galluccio, Presenzano, Rocca D’Evandro, San Pietro Infine e Vairano. In appena 8 uscite, coordinate dalla dottoressa Lucia Potenza, furono effettuate già 120 mammografie. In 30 casi furono messe in evidenza diverse patologie,  un caso portò perfino alla diagnosi di carcinoma, in linea con i dati statistici nazionali. Usando semplicemente un telefonino per trasferire i dati, fu possibile fare ogni volta una ventina di mammografie, refertate e stampate su lastra, in tempo reale, nella radiologia dell’ospedale di Caserta. In tutti i comuni raggiunti dal servizio fu registrata sempre una grande partecipazione popolare, che  spinse il responsabile dei SIT, Aniello Leonardo Caracciolo, direttore dell’Uoc di neurochirurgia dell’azienda ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, ad estendere quanto più possibile i servizi offerti già in questa prima fase, con la fattiva collaborazione dei medici di base.

Il progetto di Telemedicina ricordiamo fu  realizzato dalla Provincia di Caserta attraverso il Por Campania 2000-2006 che ha inteso valorizzare le aree rurali svantaggiate attraverso risorse destinate alla fornitura di servizi di telemedicina e telesoccorso. Lʼinnovazione principale consiste nel fatto che vengono utilizzate tecnologie della telefonia cellulare con un notevole risparmio economico (fino a 200 volte meno dei costi iniziali e oltre) e un ulteriore miglioramento tecnologico, che permette il trasferimento di una maggiore quantità di dati e la trasmissione da qualsiasi luogo, purché abbia una copertura per la telefonia cellulare.

La dichiarazione dell’ allora presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi – ancora impressa in alcuni di noi :”Siamo soddisfatti dei risultati conseguiti con il nostro progetto di telemedicina, che agisce secondo due criteri di operatività: prevenzione ed emergenza, consentendo assistenza, domiciliare e non solo, ai malati gravi della zona che non hanno possibilità di muoversi. La salute dei cittadini resta l’assoluta priorità di qualsiasi pubblico amministratore”.

Non dimentichiamo l’ ex assessore Provinciale all’Agricoltura, Stefano Giaquinto, che ebbe un ruolo decisivo nello sviluppo ulteriore del progetto, tanto che allora  i Servizi Integrati di Telemedicina erano gli unici ad essere stati realizzati per intero in ambito pubblico in attuazione della Misura 4.11 del POR Campania.

Determinante il ruolo della Croce Rossa, che supportava il servizio con il coordinamento formato da un numero notevole di volontari tra medici e paramedici.

Grande l’impatto sociale dell’iniziativa, che in questo caso si associava a concreti risparmi della spesa pubblica e, non ultimo, a effetti positivi sul mondo del lavoro e dell’impresa. Una sola giornata di degenza costa allo Stato da 800 a 1.000 euro. E’ stato calcolato che con la telemedicina e la teleassistenza si potrebbero ridurre i costi dei 2/3.

L’esperienza della Provincia di Caserta in telemedicina attraverso i SIT era certamente tra le più avanzate in ambito pubblico in Italia, oggi lo vediamo abbandonato, e  nella cacca.

 

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