Giovanni Zannini, consigliere regionale di Forza Italia in Campania, oggi davanti al gip: sul tavolo un tris di inchieste che profumano di sistema politico-clientelare vecchia maniera. Le accuse sono un menù completo: corruzione, concussione, voto di scambio, falso e truffa allo Stato. I fatti risalgono alla scorsa consiliatura, quando Zannini, allora in maggioranza con De Luca, presiedeva la commissione Ambiente. Secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, avrebbe pilotato nomine pubbliche (Asl in testa) e influenzato elezioni nei Comuni, anche pesanti come Caserta e Castel Volturno.
Nel pacchetto spunta anche una truffa da oltre 3 milioni di euro: fondi pubblici per un caseificio ottenuti – si ipotizza – con documenti falsi dagli imprenditori Luigi e Paolo Griffo. In cambio? Un viaggio in yacht da 7mila euro, che per i pm chiude il cerchio della corruzione. Ora la parola al gip. E al solito, sarà interessante capire chi scarica chi.















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