Altro che corsie e bracciate: allo Stadio del Nuoto si nuota… tra carte bollate. La C.D.S. Società Sportiva Dilettantistica porta la Provincia di Caserta davanti al giudice e presenta il conto: danni per la chiusura dell’impianto.
La partita si gioca al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dove è stato depositato l’atto di citazione. Tradotto: si apre un contenzioso che rischia di pesare sia sulle casse che sulla gestione dell’ente.
La Provincia non resta a guardare. Il presidente Anacleto Colombiano firma al volo il provvedimento: l’ente si costituisce in giudizio e affida la difesa all’avvocato interno Daniela Maddaloni. Linea chiara: resistere e respingere le accuse.
Al centro dello scontro, la chiusura dell’impianto natatorio. Per la società sportiva è stato un colpo pesante: attività ferme, conti in rosso e organizzazione saltata. Da qui la richiesta di risarcimento.
Ora la parola passa ai giudici. Nel frattempo, più che tuffi e allenamenti, si affilano memorie difensive e parcelle legali. E la piscina resta… fuori uso














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