Altro che campagna elettorale: qui siamo alla maratona dei ricorsi. A Caserta va in scena il “doppio salto giudiziario”: da una parte il Consiglio di Stato per ribaltare lo scioglimento per camorra, dall’altra la Corte d’Appello per cancellare l’incandidabilità. Insomma, due tribunali, stesso obiettivo: rientrare in partita.
Protagonisti Carlo Marino, l’ex vicesindaco Emiliano Casale e l’ex assessore Massimiliano Marzo. Ultimo giorno utile? Preso al volo. Atti depositati in extremis con un super team di avvocati degno di una finale di Champions.
Emiliano Casale viene seguito con interesse dalla città sul canale YOUTUBE di Appia polis a cui ha dato disponibilità per rivelare alla cittadinanza tutta i retroscena prima del Commissariamento
La linea difensiva è chiara: contestare tutto. Dallo scioglimento del Comune alle due tornate di stop elettorale. Marino, che nel frattempo aveva pure detto “basta politica”, non molla il pallone e rilancia: i ricorsi sono “consequenziali”. Tradotto: se ti fermano da una parte, riparti dall’altra.
Nel mirino dei legali finisce un po’ di tutto:
– atti “troppo freschi” finiti nel fascicolo (roba del 2025, dicono);
– ricostruzioni ritenute imprecise;
– riferimenti a procedimenti che, secondo la difesa, non esistono o non stanno in piedi;
– e soprattutto l’idea che l’incandidabilità sia scattata più per il ruolo che per i fatti.
In sintesi: processo al processo.
Ora la palla passa ai giudici. Nel frattempo, a Caserta, più che la politica si allena il contenzioso: tra Tar, Consiglio di Stato e Corte d’Appello, il vero sport cittadino è diventato il ricorso.














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