A Caserta il dissesto regala un colpo di scena: dai conti dell’Organo straordinario di liquidazione spunta un avanzo da 45,9 milioni di euro. Non bruscolini, soprattutto se si considera che fino a ieri la stima viaggiava attorno ai 25 milioni.
Il dato emerge con la delibera n.34, che aggiorna il piano di estinzione dei debiti già approvato a febbraio. Ma attenzione: non è piovuto oro dal cielo. L’aumento è frutto di una revisione tecnica dei conti, fatta dopo il confronto con il Ministero dell’Interno, che ha chiesto di riorganizzare numeri e tabelle secondo nuovi criteri.
Tradotto: più che nuove risorse, una diversa fotografia dei conti.
I numeri
Il piano ridisegnato parla di:
– 166,6 milioni di massa attiva
– 120 milioni di debiti ammessi
– 45,9 milioni di avanzo finale
Ma quel “tesoretto” è tutto da verificare. Perché dentro ci sono crediti ancora da incassare, accordi con i creditori da chiudere e accantonamenti obbligatori. Insomma, soldi sì, ma non subito spendibili.
Cosa succede adesso
Per vedere davvero queste risorse nelle casse comunali serviranno:
– l’approvazione del Viminale
– la chiusura definitiva della procedura
– la riscossione effettiva delle somme
Solo allora l’eventuale avanzo potrà tornare nella disponibilità del Comune, dopo anni di bilanci ingessati, tasse al massimo e spesa ridotta all’osso.
Guerriero: “Basta illusioni, serve verità ai cittadini”
Sul tema interviene il candidato sindaco Ciro Guerriero, che invita alla prudenza:
«Parlare oggi di 45 milioni come se fossero già disponibili è fuorviante. Non siamo davanti a un bancomat pronto all’uso, ma a una procedura complessa che va chiusa con serietà».
E aggiunge:
«Se queste risorse diventeranno reali, dovranno essere utilizzate con una visione chiara: ridurre la pressione fiscale e rilanciare i servizi. Ma prima di fare promesse, bisogna dire la verità ai cittadini: i conti si sistemano nei tribunali e nei ministeri, non nei comizi».
La partita, dunque, è tutt’altro che chiusa. Per ora c’è un numero che fa gola alla politica. Ma tra carte, verifiche e tempi burocratici, quel tesoretto resta ancora… in sospeso.














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