CASERTA – Attenzione ai termini: oggi non esistono condanne e non esistono fatti accertati. Esiste un’inchiesta, esistono ipotesi investigative e esistono difese che contestano integralmente la ricostruzione accusatoria….questi se non si è attenti ti citano per danno d’immagine…LORO e con qualche azzeccagarbugli che mira di fare il Sindaco potrebbe anche intentare una causa…
Ma possiamo almeno dire che politicamente una domanda in città circola eccome.
Se davvero – come ipotizzato negli atti della Procura e tutto da verificare – attorno alla vicenda cava si fosse mosso un sistema di relazioni, consulenze e flussi economici, il tema non sarebbe soltanto quanto denaro sia transitato.
Il tema sarebbe il volume degli interessi in gioco.
Perché sullo sfondo non c’è un appalto qualsiasi ma un comparto che, secondo quanto emerso pubblicamente, avrebbe generato affidamenti e pagamenti per importi molto rilevanti.
Ed è qui che il dibattito si accende.
Non sulla spettacolarizzazione delle cifre.
Ma sulla domanda che ogni cittadino si pone quando legge certe ricostruzioni: chi controllava? Chi decideva? Chi aveva interesse?
Naturalmente saranno magistrati, atti difensivi e – se ci sarà – un processo a stabilire se dietro quei numeri ci fosse solo attività economica lecita oppure altro.
Nel frattempo resta una regola semplice: le indagini fanno rumore, ma le responsabilità si accertano in tribunale.
E a Caserta, dopo anni di polemiche, questa distinzione vale più di ogni titolo.














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