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LA MOVIDA E’ NEL MIRINO, LA PROPOSTA-SOLUZIONE DI GUERRIEROSINDACO

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Estate casertana, nuove regole e vecchi problemi. La stretta sulla movida arriva nel pieno della stagione più affollata dell’anno: la Commissione Straordinaria mette il freno a vetro e lattine per provare a contenere quella che ormai viene definita “malamovida”, tra schiamazzi notturni, degrado urbano e timori per la sicurezza nelle zone più frequentate.

L’ordinanza scatterà domani e resterà in vigore fino al 15 settembre, con divieti attivi ogni giorno dalle 23 alle 6 del mattino. Nel mirino finiscono la vendita e la somministrazione per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche in bottiglie di vetro o lattine da parte di bar, locali, esercizi commerciali, attività artigianali, supermercati e distributori automatici.

Via libera soltanto a contenitori alternativi: le bevande potranno essere servite esclusivamente in bicchieri di carta o plastica leggera. Vietato anche girare per strada con bottiglie di vetro e lattine, con una sola eccezione: i farmaci confezionati in contenitori di vetro.

La stretta riguarda il cuore della movida cittadina: da piazza Correra a piazza Dante, da piazza Carlo di Borbone a piazza Vanvitelli, passando per piazza Garibaldi, piazza Duomo, corso Trieste, via Roma e le altre strade del centro storico maggiormente frequentate nelle ore notturne.

L’OBIETTIVO: MENO RISCHI E MENO RUMORE

La Commissione Straordinaria motiva il provvedimento con la necessità di ridurre i rischi per la pubblica incolumità: bottiglie e contenitori rigidi, secondo l’impostazione dell’ordinanza, possono trasformarsi in strumenti impropriamente utilizzati durante discussioni o episodi di violenza.

Ma il provvedimento punta anche a riportare il silenzio nelle zone residenziali prese d’assalto nelle ore notturne. Nel documento viene richiamato anche il Regolamento di Polizia Urbana, che già vieta musica e diffusione sonora all’esterno dei locali quando provoca disturbo alla quiete pubblica.

Una mossa che arriva dopo settimane di proteste, segnalazioni e polemiche da parte dei residenti, esasperati dai rumori e dai disagi legati alla vita notturna.

La movida è solo un problema o anche una risorsa?

Prima di analizzarne le criticità, è giusto riconoscere il valore positivo della vita notturna. La movida è un indiscutibile motore per l’economia locale: bar, ristoranti e locali creano posti di lavoro e attraggono turismo, contribuendo alla vitalità economica dei centri urbani. Sul piano sociale, rappresenta un potente strumento di socializzazione e inclusione, specialmente per le nuove generazioni, che trovano in questi spazi un luogo per esprimersi, incontrarsi e definire la propria identità. Non si tratta solo di consumare alcolici; la movida è spesso la culla di nuove tendenze musicali, artistiche e culinarie, un laboratorio a cielo aperto dove la cultura giovanile si mescola con le tradizioni, arricchendo il tessuto sociale della città. In questo senso, la movida è una manifestazione di modernità e dinamismo che, se ben gestita, può essere un grande valore aggiunto per qualsiasi comunità.

Il rumore notturno è il problema principale?

Il conflitto più aspro tra la movida e i residenti nasce quasi sempre da una parola: rumore. L’inquinamento acustico notturno è la lamentela più frequente e sentita. Le fonti sono molteplici: la musica ad alto volume proveniente dai locali, il chiacchiericcio e le urla delle persone che si affollano all’esterno, i clacson delle auto e il viavai continuo. Questo frastuono costante invade le abitazioni, compromettendo il diritto fondamentale al riposo. Le amministrazioni comunali tentano di arginare il problema con le ordinanze comunali, che stabiliscono limiti di decibel e orari di chiusura. Tuttavia, queste misure si rivelano spesso insufficienti, sia perché a volte inadeguate, sia per la grande difficoltà nel farle rispettare e nel sanzionare le violazioni in modo tempestivo ed efficace. Il rumore notturno non è solo un fastidio: è una minaccia per la salute pubblica, potendo causare disturbi del sonno, stress, ansia e altre patologie legate a un’esposizione prolungata.

Sicurezza e criminalità: quali sono i rischi?

Quando la movida supera i limiti, può trasformarsi in malamovida o movida selvaggia. La concentrazione di un gran numero di persone, spesso in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, può creare un terreno fertile per l’insicurezza e la criminalità. Le risse, che scoppiano per futili motivi, sono uno dei fenomeni più allarmanti. A queste si aggiungono i reati predatori, come furti di borse, portafogli e smartphone, facilitati dalla confusione e dalla distrazione generale. In alcuni contesti, si parla persino di “turismo criminale”, con bande organizzate che si spostano per approfittare del disordine. L’abuso di alcol e droghe non solo alimenta il mercato illegale, ma amplifica i comportamenti aggressivi, mettendo a rischio la sicurezza pubblica e rovinando l’esperienza di chi vorrebbe solo divertirsi in tranquillità.

La movida inquina l’ambiente circostante?

Oltre al rumore, la vita notturna ha un altro impatto spesso sottovalutato: l’inquinamento atmosferico. A causa del divieto di fumo nei locali chiusi, grandi gruppi di persone si radunano all’esterno per fumare. Questo crea nuvole di fumo passivo che invadono le strade e possono penetrare nelle finestre delle abitazioni circostanti, rappresentando un rischio per la salute dei residenti, specialmente per bambini e anziani. A ciò si aggiunge il problema dei rifiuti, come mozziconi di sigaretta, bicchieri e bottiglie abbandonati sui marciapiedi, che contribuiscono al degrado urbano. Una gestione più attenta di questi aspetti è fondamentale per rendere la movida più sostenibile e rispettosa dell’ambiente urbano.

Quali soluzioni per una movida più responsabile?

Il candidato Sindaco Guerriero:Reprimere la movida non è la soluzione; gestirla in modo intelligente e responsabile, sì. È necessario un approccio integrato che combini pianificazione, regolamentazione e dialogo. Ecco alcune delle mie proposte concrete per una “nuova movida”:

  • pianificazione urbana mirata: creare o identificare zone della città dedicate all’intrattenimento notturno, lontane dalle aree prevalentemente residenziali. Queste aree dovrebbero essere progettate con parcheggi, trasporti pubblici e servizi di sicurezza adeguati;
  • tecnologia e regole anti-rumore: rafforzare le normative sull’inquinamento acustico e dotare le forze dell’ordine di strumenti moderni, come sistemi di monitoraggio in tempo reale, per controllare i livelli di decibel e intervenire con rapidità. L’installazione di barriere fonoassorbenti in alcune aree può aiutare a mitigare la diffusione del suono;
  • maggiore sicurezza: aumentare la presenza visibile delle forze dell’ordine nei punti critici, non solo con un ruolo repressivo ma anche preventivo. L’installazione di telecamere di sorveglianza e una migliore illuminazione pubblica possono fungere da deterrente;
  • gestione della salute pubblica: creare aree fumatori designate, lontane dai passaggi principali e dalle abitazioni, per ridurre l’esposizione al fumo passivo. Promuovere una “movida green”, incentivando locali sostenibili e l’uso di trasporti pubblici;
  • responsabilizzazione e controllo: rivedere gli orari di chiusura in modo flessibile a seconda della zona e intensificare i controlli sulla vendita di alcolici, specialmente ai minori;
  • dialogo e collaborazione: la soluzione più efficace è la creazione di veri “tavoli di confronto” permanenti tra residenti, gestori dei locali e amministrazione comunale. Solo attraverso il dialogo è possibile trovare compromessi equi, in cui le esigenze di tutti vengono ascoltate e rispettate, trasformando la movida da problema a risorsa condivisa.

 

 
   
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