La richiesta di patteggiamento era stata avanzata dal difensore di Luigi Luserta, l’avvocato Giuseppe Stellato, con la proposta di una pena pari a un anno e sei mesi di reclusione, accompagnata da un’offerta risarcitoria nei confronti della persona offesa.
Sulla richiesta aveva espresso parere favorevole il pubblico ministero Domenico Verde, subordinando però l’eventuale applicazione della pena a precise condizioni: l’espiazione ai domiciliari a Verona con l’utilizzo del braccialetto elettronico e l’avvio di un percorso trattamentale presso l’Ufficio esecuzione penale competente.
Contraria alla definizione del procedimento con rito alternativo la parte civile. L’ex fidanzata di Luserta, assistita dall’avvocato Manuela Palombi del Foro di Napoli, ha rifiutato la proposta risarcitoria, ritenendola non adeguata alla gravità delle contestazioni e alle conseguenze denunciate.
Una posizione che ha pesato nella decisione del Gup Marzia Pellegrino, che ha respinto la richiesta di patteggiamento e disposto la prosecuzione del giudizio con rito abbreviato. Secondo il giudice, la rilevanza delle accuse e dei danni prospettati dalla 23enne richiedevano un ulteriore approfondimento in sede processuale.
Per Luserta arriva così un nuovo stop dopo il rigetto delle precedenti istanze di scarcerazione presentate dalla difesa e già respinte dal Gip e dal Tribunale del Riesame.














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