IL MATTEI CHIUDE PER INAGIBILITÀ E LE CREPE DIVENTANO UN BOOMERANG POLITICO
Per 10 anni qualcuno lo ha liquidato come il solito “allarmista di professione”.
Qualche dirigente successivamente indagato sorrideva.
Qualcuno faceva dell’amministrazione spallucce.
E invece, alla fine, le carte hanno avuto la memoria più lunga della politica. leggi
Il decreto della Provincia è arrivato come una pietra: sospensione immediata delle attività e chiusura dell’Istituto “Mattei” per inagibilità strutturale.
Altro che polemiche.
Qui parlano le verifiche tecniche.
Parlano i 37 carotaggi.
Parlano gli indici di vulnerabilità.
Parlano le crepe che, da semplici fenditure nei muri, si sono trasformate in una voragine di interrogativi.
E viene inevitabile ricordare chi, documenti alla mano, aveva chiesto da tempo che la questione fosse affrontata senza minimizzazioni.
Tra questi, l’attuale aspirante Sindaco Ciro Guerriero, che negli anni aveva più volte richiamato l’attenzione sulle condizioni dell’edificio, attirandosi critiche e accuse di fare inutile allarmismo.
Oggi, però, il decreto provinciale racconta un’altra storia.
Una storia fatta di verifiche, relazioni tecniche e di un provvedimento che parla di pericolo per la pubblica e privata incolumità.
Il problema, allora, non è stabilire chi avesse ragione.
Il problema è chiedersi perché si sia dovuti arrivare alla chiusura prima che qualcuno prendesse definitivamente atto della situazione.
Perché le crepe, si sa, hanno un brutto vizio.
Prima si vedono sui muri.
Poi finiscono per aprirsi anche nella credibilità di chi avrebbe dovuto intervenire prima.
E a Caserta succede spesso una curiosa coincidenza: chi denuncia viene accusato di esagerare…
…fino al giorno in cui un decreto ufficiale gli dà, almeno in parte, ragione.
Morale della favola?
Le crepe non votano.
Ma prima o poi presentano il conto, e i professionisti tanto esaltati hanno fallito e le persone perbene nei registri della Procura…














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