GUERRIERO, DOPO IL MALORE, PARLA DA MEDICO E DA PAZIENTE: “COSÌ IL SISTEMA RISCHIA DI INCEPPARSI”
C’è chi la sanità la racconta. E chi, suo malgrado, la vive.
Dopo il grave malore che lo ha colpito il 25 luglio e il successivo ricovero, il candidato sindaco di Caserta Ciro Guerriero, fisioterapista di professione, è tornato a parlare. Non di campagna elettorale, ma di sanità. E lo fa con una doppia prospettiva: quella del professionista che opera da anni nel settore e quella del paziente che ha appena concluso un percorso ospedaliero e sta affrontando la riabilitazione.
Nel frattempo, raccontano i suoi collaboratori, sono decine i pazienti che in questi giorni si stanno rivolgendo direttamente a lui per segnalare difficoltà, ritardi e problemi nell’accesso alle cure riabilitative.
Ma il vero terremoto non riguarda i reparti. Riguarda i conti.
Mentre l’attenzione resta concentrata sulle criticità del 118 e dei Pronto soccorso di Caserta, Marcianise e Aversa, un altro fronte rischia di esplodere: quello della riabilitazione accreditata.
Qui non si parla del solito esaurimento dei budget, ormai diventato un classico della sanità campana. Stavolta, denunciano 14 associazioni di categoria, il problema sarebbe ancora più paradossale: le prestazioni sarebbero già state effettuate, le somme sarebbero maturate, ma diversi pagamenti risulterebbero ancora bloccati.
Secondo il documento firmato dalle organizzazioni del comparto, numerose Aziende Sanitarie Locali non avrebbero ancora provveduto, tramite SORESA, al pagamento dei saldi relativi al 2025, comprensivi degli adeguamenti tariffari previsti, né alla liquidazione della mensilità di maggio 2026. Una situazione che, sempre secondo le associazioni, starebbe mettendo in seria difficoltà economica molte strutture.
Tradotto dal burocratese: le cure vengono erogate, ma i soldi arrivano con il contagocce.
E mentre gli uffici ragionano tra determine, delibere e procedure, le strutture devono continuare a pagare stipendi, contributi, imposte, premi di produzione e rimborsi fiscali. Se i flussi finanziari rallentano, il rischio denunciato dalle associazioni è quello di un crescente ricorso all’indebitamento bancario per far fronte alle spese correnti.
Guerriero non usa mezzi termini.
“La riabilitazione non può essere considerata l’ultima ruota del carro del sistema sanitario. Dietro ogni pratica amministrativa c’è un paziente che aspetta di recuperare la propria autonomia e ci sono professionisti che garantiscono cure ogni giorno. Dopo quello che ho vissuto personalmente, so ancora di più quanto sia fondamentale che la filiera funzioni senza interruzioni. Chi amministra ha il dovere di assicurare continuità, non incertezza.”
Le associazioni chiedono un intervento urgente della Presidenza della Giunta regionale e degli uffici competenti per sbloccare i pagamenti e individuare le cause dei ritardi, avvertendo che, senza risposte rapide, molte strutture potrebbero trovarsi nell’impossibilità di far fronte alle scadenze economiche e contributive.
Insomma, mentre la politica continua a discutere di candidature e alleanze, nella sanità c’è chi aspetta qualcosa di molto meno spettacolare ma infinitamente più importante: un bonifico.
Perché i pazienti non si curano con i comunicati stampa. E le strutture non pagano stipendi e fornitori con le promesse.














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