PEZZI DI CITTÀ NASCOSTI TRA STERPAGLIE, RAMI E ROVI.
In Viale Lincoln, in direzione dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, la vegetazione cresce ormai in alcuni punti ad altezza d’uomo. Erbacce e rami sporgenti arrivano fino alle automobili parcheggiate e restringono gli spazi destinati ai pedoni.
Una situazione che, secondo le segnalazioni dei cittadini, richiede interventi di sfalcio, potatura e manutenzione.
La crescita della vegetazione sembra procedere più rapidamente degli interventi. E quando i rami finiscono per invadere una pista ciclabile, la questione non è più soltanto estetica: diventa un problema di fruibilità dello spazio pubblico e di attenzione alla sicurezza di chi pedala.
Anche le siepi, in alcuni punti, finiscono per diventare un nascondiglio per rifiuti abbandonati: gusci d’uovo, ciabatte, indumenti e altri oggetti rimangono intrappolati tra la vegetazione.
Il punto è semplice: un marciapiede deve essere percorribile, una pista ciclabile deve essere libera e il verde pubblico deve essere curato.
Non servono grandi annunci. Servono sfalci regolari, potature puntuali e controlli costanti.
Perché liberare un marciapiede dalle erbacce o una pista ciclabile dai rami non significa soltanto migliorare il decoro urbano.
Significa restituire ai cittadini uno spazio che è già loro.














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