GUERRIERO: «SERVONO RISPOSTE, NON OPERAZIONI DI IMMAGINE»
L’iniziativa del deputato della Lega Giampiero Zinzi, arrivato in uno dei presidi degli autotrasportatori e collegato in vivavoce con il ministro Matteo Salvini, è stata certamente una mossa efficace sul piano della comunicazione. Un gesto capace di attirare l’attenzione e portare la protesta direttamente all’orecchio del Governo.
Ma una telefonata, per quanto utile, non riempie i serbatoi e non paga le fatture.
Ciro Guerriero e Caserta Kest’è pongono una domanda semplice: dopo le immagini e le dichiarazioni, quali risposte concrete arriveranno per chi ogni giorno tiene in movimento l’economia?
Perché la protesta degli autotrasportatori non nasce per occupare una strada o conquistare qualche minuto di visibilità sui social. Nasce da costi sempre più pesanti, margini ridotti e difficoltà che rischiano di mettere in ginocchio migliaia di piccoli operatori. Sono i cosiddetti padroncini, lavoratori autonomi e piccoli imprenditori che spesso operano come fornitori di servizi per grandi aziende, sostenendo direttamente una parte significativa dei costi.
Il confronto convocato al ministero rappresenta quindi il passaggio decisivo. Saranno gli impegni assunti, le misure proposte e la loro concreta attuazione a stabilire se la mobilitazione potrà rientrare oppure se la protesta riprenderà con maggiore intensità.
Nel frattempo, le conseguenze si fanno sentire anche in provincia di Caserta. I rallentamenti e i blocchi registrati nei principali snodi stradali hanno provocato pesanti disagi alla circolazione, in particolare nell’area dei Giardinetti di Maddaloni, all’incrocio tra la Statale Appia e la Provinciale 335.
E c’è un altro segnale che non può essere ignorato: le difficoltà di approvvigionamento segnalate in diversi punti vendita alimentari. Le immagini degli scaffali vuoti, riferite ad alcuni supermercati del territorio, mostrano quanto una vertenza del trasporto merci possa incidere rapidamente sulla vita quotidiana di cittadini e famiglie.
La posizione di Guerriero è chiara: solidarietà ai lavoratori, rispetto per le loro ragioni e responsabilità da parte delle istituzioni. Senza dimenticare che i disagi per cittadini, pendolari e attività commerciali sono reali e richiedono soluzioni rapide.
La politica ha il dovere di ascoltare, ma soprattutto di risolvere. E il compito di un rappresentante istituzionale non si esaurisce nel mettere un ministro al telefono davanti alle telecamere: comincia quando si impegna a ottenere risultati verificabili.
Perché il punto non è chi riesce a fare la telefonata più efficace. Il punto è chi, dopo quella telefonata, torna dagli autotrasportatori con risposte precise.














Lascia un commento