La provincia di Caserta si conferma una lavatrice industriale dell’economia campana: nel 2025 schizzano le segnalazioni di operazioni sospette alla Uif di Bankitalia. Il dato è da brividi: 3.089 alert in un anno, +37% rispetto al 2024. Altro che rallentamento: qui il riciclaggio corre più dei controlli.
Nel solo secondo semestre 2025 piovono 1.543 segnalazioni, praticamente identiche a quelle dei primi sei mesi. Ma il confronto con l’anno prima è impietoso: nel 2024 erano 2.255 in totale. Traduzione dal burocratese: più soldi opachi, più tentativi di infiltrazione nell’economia legale.
A livello regionale la Campania resta zona rossa: 20.941 segnalazioni complessive. Napoli domina la classifica con 13.846 casi, in forte crescita, ma Caserta è seconda forza, davanti a Salerno, Avellino e Benevento. Un podio che dice molto su dove si muove il denaro che scotta.
E mentre in Italia si tocca il record storico di 162.058 segnalazioni (+11,5%), a Caserta il dato pesa il doppio: banche, professionisti e imprese sotto la lente, tra controlli rafforzati e flussi sospetti che non accennano a diminuire. Morale: la cassaforte campana è sempre più affollata, ma le chiavi non sono tutte legali.















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