A settembre riapriamo le Scuole anche in tutti i Comuni della provincia di Caserta

“Anche la ripresa delle attività didattiche a settembre, ha dichiarato con preoccupazione Gianni Pagliaro dell’AMBC, rischia- al pari di tutta la gestione dell’emergenza da Covid-19- di essere accompagnata da ritardi, inefficienze ed inadempienze”. “Faccio un appello caloroso a tutti i Sindaci dei 104 Comuni della provincia di Caserta, ha dichiarato GIOVANNI ROMANO di EUROPA VERDE CAMPANIA, affinché si lavori tutti i giorni -e anche a ferragosto, se necessario- con i dirigenti scolastici per far riaprire tutte le scuole a settembre in sicurezza. Non basta approvare qualche vago atto d’indirizzo, come ha fatto -per esempio-la Giunta Pacifico di Mondragone, <incaricando l’Area Tecnica della predisposizione degli atti finalizzati all’esecuzione dei lavori di adeguamento degli immobili ad uso scolastico> (stiamo parlando di alcuni bandi specifici lanciati dal Miur avviso adeguamento spazi e aule I e II, alimentati con i fondi strutturali europei). L’allegato tecnico al piano scuola fornisce un quadro indicativo del riparto di competenze tra istituti ed enti locali in vista della riapertura. Faccio qualche esempio. Gli Enti locali devono adoperarsi: per le opere di riparazione, finiture e verniciature; per l’efficientamento degli impianti e degli ascensori; per le impermeabilizzazioni e per i rivestimenti interni/esterni; per l’acquisto degli arredi, salvo diverse intese; per gli interventi strutturali, tramezzi, fondazioni, recinzioni; per la sostituzione di caldaia, infissi, sanitari e ristrutturazione dei servizi igienici. Le Istituzioni scolastiche dovranno impegnarsi, invece, per: le spese per pulizia, igienizzazione e sanificazione; l’acquisto di dispositivi di protezione; le piccole riparazioni; la ridefinizione degli spazi (acquisto arredi, salvo diverse intese); la tinteggiatura di piccoli ambienti; la valutazione dei rischi. Ciò che si deve fare, ha continuato GIOVANNI ROMANO di EUROPA VERDE CAMPANIA, si sa e si sa anche chi deve farlo e, quindi, non facciamoci trovare impreparati. Le scuole della provincia di Caserta già scontano, di norma, problemi connessi con un’edilizia scolastica vecchia ed inadeguata, con una dispersione scolastica sempre più marcata e con una povertà educativa allarmante. Problemi che questa pandemia ha amplificato, soprattutto in termini di disuguaglianza, e che rischiano di compromettere gravemente il nostro sistema scolastico territoriale. Ma, al di là delle singole competenze, la fattibilità degli interventi dipenderà- come è ovvio- da una serie di fattori, che chiamano in causa lo stato e la condizione degli edifici scolastici. Cerchiamo di sapere qualcosa in più sulla nostra edilizia scolastica, con dati alla mano. Carlo Calenda in una recente intervista parlava dell’organizzazione del suo nuovo partito, che già conta 20 dipendenti di cui 5 dedicati all’Ufficio Studi. Noi che non abbiamo e non avremo mai i piccoli o grandi finanziatori di Calenda ci accontentiamo del volontariato che da 4 anni (almeno) porta avanti il nostro Dario Caprio, con un lavoro straordinario che ha permesso agli amici dell’AMBC di tirar su un database riguardante il nostro territorio. Dati senza i quali è impossibile programmare e governare”. “Un primo elemento, ha dichiarato Dario Caprio, è quello degli edifici scolastici in uso non cotruiti appositamente per questo scopo, ma riadattati solo successivamente per attività didattiche. A Caserta la percentuale degli edifici statali appositamente costruiti per uso scolastico è del 60,66% (dati MIUR). A Santa Maria Capua Vetere è del 38,89%; a Casal di Principe del 53,33%; a Casagiove dell’83,33%; a Castel Volturno dell’80%; a Sparanise del 50%; ad Aversa del 25%; a Cancello ed Arnone del 75%; a Capua del 65%; a Carinola dell’88,89%; a Maddaloni del 60%; a Marcianise del 59,38%; a Piedimonte Matese del 44,44%; a Calvi Risorta del 90%; a Sessa Aurunca del 58,06%; a Teano del 78,57% e a Mondragone del 26,32%. Sono tanti, ha continuato Dario Caprio, i comuni della nostra provincia che hanno però il 100% degli edifici appositamente costruiti per uso scolastico e sono: Falciano del Massico, Francolise, Frignano, Grazzanise, Marzano Appio, Sant’Angelo d’Alife, Succivo, Roccaromana, Rocchetta e Croce, Ruviano, San Marcellino, San Marco Evangelista, Roccamonfina, Tora e Piccilli, Raviscanina, Vitulazio, Pontelatone, Pietravairano, Valle di Maddaloni, Parete, Pastorano, Pignataro Maggiore, Pratella, Villa Literno e Villa di Briano”. “Qualcuno può dirci -domanda ROMANO-qualcosa a proposito della percentuale così bassa di Mondragone e di qualche altro Comune casertano? EUROPA VERDE CAMPANIA, ha concluso GIOVANNI ROMANO, dovrà fare della scuola- e di quella casertana in particolare- uno dei suoi impegni prioritari nella nuova Legislatura regionale che partirà dopo le Elezioni del 20 e 21 settembre prossimi. Meno opere pubbliche inutili e più scuole, biblioteche e strumenti digitali. Meno cemento e più alberi, parchi giochi e verde pubblico attrezzato. Meno traffico e inquinamenti e più pedibus, piste ciclabili e strade pedonalizzate. E chiudo con una segnalazione pe tutti i docenti (miei ex colleghi): http://www.indire.it/wp-content/uploads/2020/07/Pratiche-didattiche-durante-il-lockdown-Report-2.pdf”.