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Ascoltata l’ex assessora assessore all’Ambiente e alla Transizione ecologica Carmela Mucherino  (M5S)

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CASERTA – Ci sono le inchieste. E poi ci sono quelle inchieste che, ancora prima di arrivare in aula, aprono una domanda pubblica.

A Caserta il nuovo capitolo giudiziario sulla cava Santa Lucia sembra appartenere alla seconda categoria.

Attenzione: siamo nel perimetro delle contestazioni della Procura, degli atti d’indagine e delle spiegazioni difensive. Nessuna responsabilità è stata accertata.

Però le cifre, le date e le coincidenze temporali raccontate negli atti stanno alimentando un dibattito che va oltre il fascicolo.

Secondo la ricostruzione investigativa, dopo l’avvio dei conferimenti di terre e rocce da scavo, la società coinvolta avrebbe ricevuto da Rfi pagamenti per importi rilevanti. Parallelamente – questa è la tesi che gli investigatori stanno verificando – sarebbero partiti compensi professionali e successivi trasferimenti economici che oggi vengono letti come possibili elementi di una relazione da approfondire.

La Procura parla di una presunta triangolazione.

Le difese parlano di attività professionali lecite, consulenze e rapporti economici regolari.

Due letture opposte.

Nel mezzo ci sono documenti, fatture, bonifici e una domanda che politicamente pesa più delle cifre: perché il Comune avrebbe mostrato tanto interesse per una vicenda che, almeno formalmente, ricadeva principalmente in ambiti di competenza regionale?

Gli investigatori richiamano due note amministrative inviate nel 2022 per sostenere l’inserimento delle cave del territorio nei conferimenti legati ai lavori ferroviari.

Carte che oggi vengono rilette alla luce del contesto successivo.

Anche l’ex assessora assessore all’Ambiente e alla Transizione ecologica Carmela Mucherino  M5S,  si dimisea è stata ascoltata  dai magistrati avrebbe confermato la predisposizione delle note, spiegando il percorso amministrativo seguito e precisando di non aver avuto ulteriori sviluppi della vicenda.

Nel frattempo gli indagati hanno scelto di presentarsi e chiarire immediatamente la propria posizione davanti ai magistrati.

Una mossa che il fronte difensivo considera segnale di piena collaborazione e trasparenza.

Poi c’è il piano politico.

Ed è qui che la faccenda cambia dimensione.

Perché ogni nuova indagine che tocca il passato amministrativo della città inevitabilmente riapre una ferita che Caserta non ha ancora smesso di discutere.

La città che voleva lasciarsi alle spalle anni complicati si ritrova ancora una volta a fare i conti con carte, ricostruzioni e domande forse perchè ci si stava riorganizzando  con parenti e amici e valiggette

E forse il punto non è nemmeno il destino giudiziario dei singoli.

Il punto è capire se Caserta  vorrà e riuscirà finalmente a uscire dalla stagione delle spiegazioni permanenti.

Perché una città non può vivere in eterno tra commissari, fascicoli e conferenze stampa.

Prima o poi servono risposte. che lo Stato deve dare fermamente. Noi lo scriviamo da tempo: per molti il candidato  Sindaco da battere è  Guerriero. Ma il vero avversario non ha un simbolo: si chiama sistema.

 
   
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