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Cava Santa Lucia, tre nomi nel fascicolo: c’è anche Vincenzo Iorio insieme a Carlo Marino e Giuseppe Antonio Luserta

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CASERTA – Lo avevamo detto:  basta-scavare-un-po-e-salta-fuori-un-bel-sassolino-la-cava-le-carte-e-le-ombre-che-tornano-dal-passato/

Cava Santa Lucia, prossime perquisizioni e ipotesi corruzione: sotto i riflettori imprenditoria, Comune e rapporti con la politica.

Non c’è soltanto il nome dell’imprenditore e non c’è soltanto quello dell’ex sindaco. L’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere sulla vicenda della cava Santa Lucia aggiunge un terzo protagonista e amplia il perimetro degli accertamenti.

Sono tre, infatti, i destinatari del decreto di perquisizione eseguito dai carabinieri del Comando provinciale di Caserta: l’imprenditore Giuseppe Antonio Luserta, l’ex sindaco di Caserta Carlo Marino e l’avvocato Vincnzo Iorio.

L’ipotesi di reato oggetto di verifica – e quindi tutta ancora nella fase degli accertamenti – è quella di corruzione.

Al centro dell’attenzione degli inquirenti ci sarebbero due note del Comune di Caserta, datate luglio e novembre 2022, relative alla gestione amministrativa della vicenda della cava Santa Lucia e al tema della ricomposizione ambientale dell’area.

Un aspetto che rende il fascicolo particolarmente delicato è il perimetro delle competenze istituzionali. La materia riguarda prevalentemente funzioni regionali, mentre il ruolo del Comune apparirebbe più limitato. Nonostante questo, la Procura ha acceso i riflettori anche su Palazzo Castropignano per comprendere natura, contenuti ed effetti degli atti amministrativi adottati.

Secondo l’impostazione investigativa, tutta da verificare nel corso del procedimento, il ruolo attribuito all’avvocato sarebbe stato quello di figura di collegamento tra il mondo imprenditoriale e quello politico.

Si tratta di elementi che dovranno essere accertati e che non costituiscono in alcun modo una responsabilità già definita.

L’indagine si inserisce nel solco del sequestro preventivo disposto nei mesi scorsi dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere sulla cava di calcare Santa Lucia, gestita dalla Luserta Luigi Srl.

Secondo l’ipotesi accusatoria, tra maggio 2024 e ottobre 2025 nell’area sarebbero stati conferiti materiali provenienti da cantieri ferroviari per un volume complessivo stimato in circa 340mila metri cubi.

Per la Procura quei materiali non avrebbero avuto il regime di semplici sottoprodotti, ma quello di rifiuti, con contestazioni che riguardano autorizzazioni, modalità di gestione e compatibilità con il progetto di recupero ambientale.

Nel provvedimento vengono inoltre richiamati il vincolo idrogeologico dell’area e una presunta modifica permanente del suolo.

L’attività investigativa sarebbe partita da un esposto che segnalava movimenti continui di mezzi pesanti e lavorazioni ritenute incompatibili con una semplice fase di recupero ambientale. Da lì i sopralluoghi dei carabinieri forestali, l’acquisizione della documentazione e infine il sequestro.

Resta un principio che vale per tutti i soggetti coinvolti: le perquisizioni e le ipotesi investigative rappresentano atti di indagine e non anticipano responsabilità penali. Saranno gli sviluppi del procedimento a chiarire fatti, ruoli ed eventuali conseguenze.

 
   
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