Assenza DPI. Colposa diffusione di epidemia e tentate lesioni/omicidio colposo. Kestè pronto alle azioni legali

“La Protezione Civile ha consegnato ad alcuni ospedali mascherine non idonee a proteggere il personale sanitario ossia mascherina filtra batteri” il cui utilizzo previsto sulla stessa confezione è: i) in aereo; ii) in treno; iii) in autobus; iii) nei luoghi affollati, con esclusione di ospedali o ambulanze – – Una volta aperto il kit ci si è  trovato dinanzi ad un piccolo panno, che non può certamente proteggere dal rischio di contagio il personale sanitario che si trova in contatto diretto con pazienti affetti da COVID–19 il quale, come ormai conoscibile a tutti, è un virus molto piccolo che può essere bloccato solo mediante dispositivi FFP2, FFP3.

E’ emergenza carenza Dpi in tutto il territorio italiano, e gli Infermieri sono sul piede di guerra, specie dopo la beffa delle mascherine consegnate dalla protezione civile al San Camillo e nelle Asl, definite “stracci per la polvere”.

I dispositivi – sottolinea il Dott. Ciro Guerriero – sono privi di marchio CE, sono prodotti con un materiale simile ad un comunissimo panno per la polvere, con due buchi ai lati per le orecchie, pertanto abbiamo preparato un esposto al Prefetto di Roma, al Capo della protezione civile ed al Comitato scientifico, per la violazione della normativa in tema di mascherine ed il grave pericolo in cui sono stati posti gli infermieri (e il personale sanitario tutto) mediante lutilizzo delle citate mascherine che non possono in alcun modo essere equiparate, in termini di protezione e sicurezza, ai dispositivi medici e sanitari utili alla mascherina in Lombardia nella giornata di oggi”.

 Senza mezzi termini il presidente di Kestè rincara, dichiarando: “Stiamo valutando di adire le competenti sedi giudiziarie per il perseguimento dei reati di colposa diffusione dellepidemia ai sensi  dellart. 452 c.p. e, ove necessario, tentate lesioni e/o omicidio colposo di cui agli art. 582 c.p. e 575 c.p. nonché, in mancanza di riscontro di rivolgerci  alle competenti autorità giudiziarie civili per la tutela dei diritti del personale sanitario anche in via urgente e lispettorato del lavoro per lemissione dei dovuti provvedimenti”.

La mancata adeguata protezione del personale sanitario si traduce, oltre che in una inaccettabile offesa alla dignità degli infermieri impegnati in prima linea a tutela della salute pubblica, anche ad un notevole aumento del rischio clinico per gli operatori che si trovano a lottare quotidianamente anche con doppi turni.