Bengalese tenta di stuprare una 16enne in strada, lei lo manda ospedale

Un bengalese tenta di stuprare una 16enne in strada, lei lo manda ospedale. Agghiacciante caso di cronaca a Roma: una ragazzina è stata aggredita nel quartiere di Montesacro, da un immigrato di 30 anni. La sua reazione è stata violentissima: ha estratto dalla borsa un coltellino e ha colpito l’aggressore all’inguine, recidendogli l’arteria femorale. Il…

Un bengalese tenta di stuprare una 16enne in strada, lei lo manda ospedale. Agghiacciante caso di cronaca a Roma: una ragazzina è stata aggredita nel quartiere di Montesacro, da un immigrato di 30 anni. La sua reazione è stata violentissima: ha estratto dalla borsa un coltellino e ha colpito l’aggressore all’inguine, recidendogli l’arteria femorale. Il bengalese ora è in ospedale, in gravi condizioni e in stato di arresto per tentativo di violenza sessuale.

 Il magistrato di turno,  considerata la dinamica dei fatti, ha scagionato completamente la minore che, secondo gli inquirenti, ha agito senza ombra di dubbio per legittima difesa ed ha usato il coltellino svizzero mossa dalla paura. E dalla volontà di difendersi con coraggio dall’aggressore. Il tentativo di stupro finito con l’aggressore ferito in modo grave si è registrato lunedì notte su un tratto di viale Adriatico, poco distante da piazza Sempione.

Erano circa le due e la minorenne aveva lasciato da poco la sua comitiva e stava percorrendo un tratto di marciapiede per andare a casa. Arrivata sopra la salita vicino le Poste, dal buio è sbucato il bengalese. L’uomo, senza dire una parola, ha preso alle spalle la vittima mettendole una mano sulla bocca.

«Ho sentito di colpo una persona che mi bloccava da dietro – ha raccontato la ragazza in lacrime alla polizia -. Non capivo e non riuscivo a muovermi. Poi ho sentito le mani di quell’individuo toccarmi le parti intime e ha cercato di trascinarmi verso una zona buia. A quel punto mi sono ricordata che avevo in tasca un coltellino». La giovane è riuscita a prendere il piccolo utensile multiuso, ammesso dalla legge e usato tante volte durante le attività scout, ad aprire la lama principale. Una serie di ferite lievi alle mani e alle gambe dell’aggressore, con uno dei colpi che ha raggiunto la femorale. A quel punto il bengalese ha lasciato la presa.

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