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Bunker del boss Zagaria, annullate le condanne per furto di energia elettrica

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La Quinta Sezione della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio le condanne nei confronti del boss dei Casalesi Michele Zagaria, di Vincenzo Inquieto e della moglie Rosaria Massa, accusati di furto aggravato di energia elettrica legato al bunker utilizzato durante la latitanza del capoclan.

La decisione è stata presa dal collegio presieduto da Stanislao Vittorio Enrico Scarlini, accogliendo i ricorsi presentati dai legali degli imputati contro la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Napoli il 10 gennaio 2025.

Secondo l’accusa, i tre avrebbero realizzato un allaccio abusivo collegando la rete elettrica pubblica al bunker sotterraneo costruito sotto l’abitazione dei coniugi Inquieto-Massa a Casapesenna, rifugio del latitante Michele Zagaria. Il valore dell’energia sottratta era stato quantificato in oltre 36mila euro.

In primo grado, il gup del Tribunale di Napoli aveva condannato gli imputati per furto aggravato. La Corte d’Appello aveva poi rideterminato le pene riconoscendo il vincolo della continuazione con altre condanne.

Nei ricorsi in Cassazione, le difese hanno contestato soprattutto la procedibilità del reato, sostenendo l’assenza di querela e l’erroneo riconoscimento dell’aggravante relativa a beni destinati a pubblico servizio.

La Suprema Corte ha accolto questa impostazione, stabilendo che la Corte d’Appello non avrebbe potuto introdurre un’aggravante non riconosciuta in primo grado. Venuta meno tale aggravante, il reato non era più procedibile d’ufficio ma richiedeva una querela che non risultava presentata.

Per questo motivo la Cassazione ha disposto l’annullamento senza rinvio della sentenza, dichiarando improcedibile l’azione penale per difetto di querela.

 
   
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