CASERTA- Più si prova a risalire la corrente che ha portato al commissariamento del Comune di Caserta, più il percorso assomiglia a un labirinto amministrativo: ogni porta che si tenta di aprire sembra bloccata da un ostacolo che, dopo vari tentativi, si rivela un mucchio aggrovigliato di materiale indifferenziato.
La ricostruzione a ritroso della vicenda diventa così sempre più complicata. Ogni episodio appare collegato al successivo, come se le diverse tessere fossero parte di un mosaico ancora incompleto. Da qui nasce il sospetto, sul piano del commento giornalistico, che il sentiero finora battuto non sia quello giusto per risalire alle origini dell’intera vicenda.
Al centro dell’attenzione rimane la vicenda dell’incandidabilità per due consiliature inflitta dal Ministero dell’Interno a Emiliano Casale ex vicesindaco di Caserta. Un caso che continua a suscitare interrogativi, anche perché, secondo quanto emerge dagli atti richiamati nella questione, Casale non risulterebbe destinatario di alcun avviso di garanzia, e oggi sarebbe il candidato Sindaco della nostra città
A rendere ancora più singolare la vicenda è il fatto che, sempre secondo la ricostruzione riportata, alle rimostranze avanzate da Casale non sarebbe giunta risposta. Inoltre, l’incontro con il magistrato previsto per il 1° luglio scorso sarebbe stato rinviato al prossimo mese di settembre.
La sensazione è quella di trovarsi davanti a una storia in cui ogni tentativo di chiarimento apre nuove domande. E così, mentre il quadro complessivo resta complesso e in parte sfuggente, non resta che continuare a lambiccarsi le meningi per cercare di afferrare quel filo che ancora sembra sfuggire alla comprensione pubblica.














Lascia un commento