Carabiniere rimasto ucciso in una sparatoria nel foggiano

Durante un conflitto a fuoco avvenuto nella piazza principale del Paese, il maresciallo Vincenzo Di Gennaro è rimasto coinvolto e poco dopo è morto

Ancora dei figli dello Stato che, nell’esercizio del proprio dovere, sono stati strappati dall’amore dei propri cari. S

“Siamo costernati” – dice Daniela Petrarchè coordinatrice CasertaKESTè -GIOVANI – “da tale abbrutimento della società garganica, costretta a subire uno svilimento di valori da parte dei pochi. Oggi lo Stato ha perso perché un tale, già con precedenti penali, si è sentito nella possibilità di aprire il fuoco con la propria arma, detenuta presumibilmente illegalmente, nei confronti  di due servitori dello Stato. È un atto che eviscera in sé violenza criminale nei confronti di tutta una comunità, che adesso è chiamata a chiedersi il perché di tale gesto”.

Il presidente di CKè, il Dott. Ciro Guerriero: “In questi mesi sono stato molte volte sul Gargano a parlare di legalità e criminalità e la sensazione che ho sempre avuto è stata lo stretto nesso di correlazione con la ‘ndrangheta calabrese, in scala ridotta. Interi paesi imbavagliati, con sedi comunali sciolte per infiltrazioni mafiose e bovini che pascolano ovunque, anche nei paesi, indisturbati, quasi a ricordare le sacre vacche della locride. Oggi, ci stringiamo alle famiglie delle vittime promettendo loro immortalità negli incontri affinché la loro vita non sia stata sacrificata inutilmente, ma conosciamo tutti una realtà ben diversa”.

 
 

Carabiniere rimasto ucciso in una sparatoria nel foggiano

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