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Coccoluto : Non vogliamo far ballare se è un rischio. Piuttosto, facciamo ascoltare.

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Siamo fermi. Da mesi. Il mondo dei club non sembra ripartire. Anzi, sì. Ma con limitazioni forti. Si apre, ma non si può ballare. Si balla, ma non si può stare vicini. Non si possono servire drink, anzi sì, ma non al bancone. Insomma, un bel rompicapo. Senza contare poi le diverse misure (e la diversa percezione) da regione a regione. Eppure, c’è una parte del lavoro del dj che molti celebrano ma che quasi nessuno ha abbracciato in questo periodo di stop alle dinamiche tradizionali del rapporto dj-pubblico: il set da ascolto. Che è invece una risorsa preziosa, preziosissima.

Innanzitutto perché riporta il clubbing a certe radici di cui tantissimi parlano senza però poi metterle in pratica (banalmente, il Loft di David Mancuso). E poi perché risponderebbe all’esigenza e alla critica dei molti che si lamentano perché “non c’è cultura musicale”.

Ecco, il dj set d’ascolto risponde anche a questa necessità, o voglia di divulgazione.

È il pensiero che ha mosso Claudio Coccoluto, fervente sostenitore dell’idea che se non si può ballare – e farlo con i club aperti “a metà” sia ancora peggio che vederli chiusi – allora è una gran bella sfida quella di pensare a una modalità da ascolto, appunto.

Sull’ispirazione del Giappone e con la volontà di “raccontare” i dischi. Così a Roma lancia Leaf, una serata in cui tutte le dinamiche del clubbing a cui siamo abituati saltano.

Una serie di appuntamenti all’Hotel Butterfly che lo vedranno al fianco di tanti ospiti. I dettagli – e molto altro, come sempre succede durante una chiacchierata con Coccoluto – ce li ha raccontati lui stesso.

“Leaf è il tentativo di galleggiare nel mare dell’incertezza che ci racconta la politica, vista la questione ormai surrelae delle chiusure/aperture dei club” esordisce. Poi ci racconta il concept della serata: da un po’ di anni ho la fissa del dj set da ascolto. A Tokyo avevo visto i listening bar, una peculiarità giapponese, dei luoghi incredibili in cui si trova addirittura il programma dei dischi che verranno ascoltati e suonati, per esempio alle 15 i Pink Floyd, alle 16 una sonata di Bach, e così via… mi ha colpito la modalità dell’ascolto quasi religioso dei dischi. Ma come si può pensare di tenere le persone incollate all’ascolto della musica per la durata intera di un set? In fondo, si dice, questi sono gli anni della mancanza cronica di attenzione… Catturare l’attenzione è una bella sfida. L’Hotel Butterfly è un boschetto al centro di Roma vicino allo stadio dei Marmi, è come stare in una bolla fantastica dentro e fuori la città al tempo stesso, un luogo magico dove si è già naturalmente predisposti a dilatare il tempo e a una maggiore attenzione. Così ho parlato con Giancarlo del Goa per fare questa follia, ma proprio con i criteri dell’ascolto”. Però, un dj dovrebbe far ballare, per antonomasia.

Un’obezione a cui Cocco risponde andando a fondo sulle incertezze rispetto alle riaperture: “siamo del partito di chi vuole stare fermo finché non c’è l’assicurazione clinica della salute di chi viene a sentirci. Per responsabilità. 

Non vogliamo far ballare se è un rischio. Piuttosto, facciamo ascoltare. 

E così nasce quest’idea, musica sotto gli alberi, un picnic elettronico, bevi mangi chiacchieri distanziato e ascolti musica che sia fantastica, perlomeno speriamo lo sia. Abbiamo disposto anche l’impianto in modo che ai tavolini ci sia un ottimo punto di ascolto, e attraverso i set miei e dei miei ospiti si svilupperà un vero viaggio nella musica”.
Già. Gli ospiti. Chi sono i dj ideali epr un’operazione di questo tipo? Alex Neri, Dj Ralf, Fabrizio Mammarella, Nunzio Borino, Francisco, Luca Vera, Guglielmo Mascio, GNMR.

Cominceremo il 1° luglio con Alex Neri, l’orario sarà dalle 19 alle 2, quindi anche qui cerchiamo di favorire la modalità ascolto”. E se presto si potrà ballare? Cercheremo comunque di mantenere il format dell’ascolto anche se si potrà ballare, chiaramente in quel caso, se si potrà fare con tutti i crismi, proveremo anche a spingerci verso un set da dancefloor nella seconda parte della serata, ma sempre con un piglio lontano dalla routine. Con Alex stavamo pensando di attaccare un microfono e fare delle chiacchiere sui dischi”.

A completare l’offerta di Leaf, le performance teatrali a cura della Compagnia della Farfalla, che, conclude Coccoluto, “sera per sera interpreteranno dei personaggi e performance a tema”.

https://www.facebook.com/djclaudiococcoluto/videos/342680926719375/

 

Tutte le info su Leaf sono QUI.

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