CRI : Casertani generosi a sostegno dei senzatetto

Piumoni, plaid, trapunte e persino un cappotto. Sono alcuni dei capi donati ieri dai casertani alla Croce rossa in occasione di una iniziativa a sostegno dei senzatetto. «La coperta della solidarietà», questo lo slogan della campagna che ha visto molti volontari alternarsi per tutto il pomeriggio allo stand di largo San Sebastiano. Un’occasione per aiutare concretamente tanti clochard a…

Piumoni, plaid, trapunte e persino un cappotto. Sono alcuni dei capi donati ieri dai casertani alla Croce rossa in occasione di una iniziativa a sostegno dei senzatetto. «La coperta della solidarietà», questo lo slogan della campagna che ha visto molti volontari alternarsi per tutto il pomeriggio allo stand di largo San Sebastiano. Un’occasione per aiutare concretamente tanti clochard a proteggersi dal freddo.

Il materiale raccolto verrà infatti consegnato nelle prossime ore ai numerosi barboni che affollano le strade del capoluogo e delle sue frazioni.

«La città ha risposto con grande generosità racconta Teresa Natale, presidente della Croce rossa di Caserta mostrandosi solidale nei confronti di chi non ha nulla. L’immagine più bella però è stata quella di un gruppo di bambini, che frequentano il catechismo al Duomo, che hanno raggiunto il nostro stand carichi di coperte. Un gesto molto significativo che ha tanto da insegnare anche a noi adulti». Il sostegno ai senza fissa dimora da parte della Cri è iniziato due anni fa, oggi è diventato un compito consolidato, anche in virtù del fatto che sono aumentati coloro che vivono per strada: «All’inizio non è stato facile spiega Natale non si lasciavano neanche avvicinare, poi grazie alla professionalità degli operatori siamo riusciti, settimana dopo settimana, a guadagnare la loro fiducia. Adesso hanno anche i nostri recapiti e ci attendono con impazienza ogni giovedì».

Il giovedì è infatti il giorno in cui l’Unità di strada, composta da cinque volontari debitamente formati, attraversa la città distribuendo non solo coperte ma anche vestiario, scarpe, bevande calde. «Attualmente chiarisce la presidente ne stiamo seguendo una ventina. Italiani e stranieri. Li incontriamo alla stazione, nei sottopassi (come quello di via Acquaviva e quello di viale Lincoln), sotto i porticati di via Santa Chiara, in alcune strade del centro come via Cesare Battisti ma ci spingiamo anche nelle frazioni. Hanno tutti alle spalle storie drammatiche e quasi tutti si rifiutano di essere trasportati in un centro di ricovero o di accoglienza. Ci chiedono di essere aiutati sul posto e noi nel nostro piccolo cerchiamo di soddisfare le loro richieste per far fronte a esigenze primarie. A volte assecondiamo anche qualche vezzo. È il caso di un polacco, poliglotta e molto colto, che ci ha chiesto la possibilità di avere qualche quotidiano del suo Paese. Grazie alla collaborazione di alcuni suoi connazionali, siamo riusciti ad accontentarlo».

Non ci sono solo i clochard però tra i beneficiari delle attività svolte dalla Croce rossa che su Caserta città può contare su 145 volontari. «In quanto ente accreditato presso il Banco delle opere di carità di via Mattei aggiunge Natale riusciamo a distribuire ogni mese pacchi alimentari per circa 150 famiglie bisognose del territorio. Per implementare le richieste sempre maggiori spesso però organizziamo anche raccolte di cibo nei pressi dei supermercati. Nel periodo natalizio invece abbiamo organizzato una raccolta giocattoli per tutti i bambini ricoverati in ospedale e la risposta dei cittadini è stata davvero eccezionale. E non solo la loro. Addirittura alcuni turisti in visita a Caserta, appresi gli intenti dell’iniziativa, sono andati in un negozio di giocattoli e sono tornati con alcuni doni».

E poi c’è il progetto destinato agli anziani. In particolare quelli che vivono soli, che hanno i figli lontani, che non possono permettersi una badante o che semplicemente soffrono di solitudine. «Siamo partiti in via sperimentale l’estate scorsa ma l’iniziativa è piaciuta così tanto che ora è diventata stabile. I nostri volontari, tre giorni a settimana, vanno a casa di queste persone: ascoltano le loro storie, giocano a carte, chiacchierano, insomma fanno loro compagnia per qualche ora. Stiamo anche pensando di raccogliere i loro racconti e le loro testimonianze per pubblicarli. Tanto c’è ancora da fare. Come la raccolta libri per l’allestimento di una biblioteca solidale in un punto strategico della città».

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