Documenta lo stato di salute dell’AORN, intervengono i carabinieri

CASERTA – Quel che da fastidio di questa storia della visita del governatore De Luca all’ospedale civile di Caserta, è il senso di vecchio, quel che la cerimonialità ipocrita, quel senso di costruzione mistificatoria. Guardate, il grande Totò, su cose come queste, faceva ironia e satira nel 1952 cioè 65 anni fa. Nella celereberrima scena finale…

CASERTA – Quel che da fastidio di questa storia della visita del governatore De Luca all’ospedale civile di Caserta, è il senso di vecchio, quel che la cerimonialità ipocrita, quel senso di costruzione mistificatoria. Guardate, il grande Totò, su cose come queste, faceva ironia e satira nel 1952 cioè 65 anni fa.

Nella celereberrima scena finale di Totò a colori, il grande benefattore americano, ricco e mezzo gangster, viene atteso manco a dirlo, in un comune della provincia di Caserta cioè Caianello, dalla banda musicale guidata da Totò. Ogni volta che il gangster prende la parola per salutare i suoi “compaesani” a cui ha portato pacchi-doni,lenendo i dolori del dopoguerra, Totò, immancabilmente fa partire la banda.

Alla fine il gangster, furioso, parte e se ne va inseguito dalle autorità costituite. Chiaro che quello, 65 anni fa, era uno sberleffo, anzi una pernacchia, che il principe De Curtis, spediva all’ordine costituito, alle cerimonie finte, ipocrite, legate solo all’interesse dei piccoli vassalli a cui il sistema immeritocratico e clientelare italiano aveva fornito posti di potere e tanti quattrini, compiacevano folcloristicamente il loro capo.
In quella zolla di terra, ripresa dal collega, Ciro Guerriero, che ieri mattina ha acceso la telecamera del suo telefonino attorno e dentro all’ospedale, nel giorno della venuta e di quello successivo alla visita del governatore De Luca, c’è tutta l’arretratezza, c’è tutta la mentalità tossica, mefitica di una classe dirigente che pensa all’apparenza e non alla qualità dei servizi erogati ai cittadini e ai pazienti. In poche parole, con quelle piante ornamentali, scomparse dopo poche ore, con quelle ridicole piante di ulivo, dentro un luogo in cui di pace non se ne vede nemmeno di striscio, il direttore generale Ferrante ha voluto solamente promuovere sè stesso. Diciamo che ci mancava solo un bel “benvenuto al direttore” con applauso di bambini di una scuola elementare con fiocco in petto e avremmo fatto conto pieno.

Il Dott. Ciro Guerriero è stato fermato da una vigilanza privata che non ha saputo investire sulla formazione lasciando il proprio personale in uno stato di mortificante arretratezza professionale, rischiando  anche una denuncia per sequestro di persona, anzi ben due, ‘ il guerriero ‘ che opera anche in ambito medico, tra le altre cose, non era intenzionato minimamente a riprendere i reparti con i degenti . Invitato a non muoversi e non allontanarsi, ‘circondato’  anche da personale senza bage identificativo, da come riportano testimoni egli ha atteso l’arrivo della volante dei carabinieri allertati dalla vigilanza, e al loro arrivo ha spiegato ciò che si era verificato e il trattamento ricevuto, precisando che non era adeguato, anzi  che in maniera trasparente, senza fare nulla di male, se non il suo mestiere di cittadino, il quale voleva dimostrare che quella di sabato era stata una grande pagliacciata. Il resto, come si suol dire, si può facilmente dedurre dai video e dalle foto che siamo in  possesso e pubblichiamo. VIDEO1     VIDEO 2

 

Ciro Guerriero, dirigente del MNS, lo abbiamo incontrato all’uscita dell AORN mentre parlava tra (seco meco)  finalmente rilasciato dopo un sequestro di oltre mezz’ora ad opera di vigilantes , che avevano ricevuto ordini precisi dal mega manager Mario Nicola Vittorio Ferrante che, “primitivamente” edotto sulle prerogative di un direttore generale, “primitivamente” gestisce ritenendo “primitivamente” di avere il diritto di vita e di morte sulla plebaglia circostante…I fatti: nel primo pomeriggio di ieri, Ciro Guerriero,  si era recato ad assistere alla protesta dei 50 lavoratori della ditta di pulizie dell’Ospedale Dussmann, dirottati a  Bologna. Ciro Guerriero viaggia sempre corredato di idonea “telecamerina” la qual cosa è una vera fortuna…altrimenti quante schifezze e controschifezze continuerebbero a germogliare dietro l’apparente tranquillità, di una ridente cittadina del Sud… questa! Camminando camminando, ecco che  il ‘guerriero’ incappa in una incredibile visione…ohibò… “Ma… – si chiede il nostro concittadino – possibile che i “rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo” siano incartonati e gettati contro al muro e lasciati lì???, non è possibile…devo aver visto male”… si avvicina e naturalmente non può fare a meno di immortalare quel saggio di incredibile ordine ed igiene di cui si fregia l’ospedale in concomitanza con i problemi che si sono creati all’interno della Dussmann… Ahiahiahi…ma i vigilantes hanno ordini precisi ed immediatamente si avvicinano al Dott. Guerriero, lo bloccano e gli intimano di non muoversi…Decisamente la Gestapo, all’addestratore Ferrante, gli fa un baffo arricciato all’insù…” “Non si muova…mi dia il cellulare…fermo…adesso chiamiamo i carabinieri!” Il feldmaresciallo fa sul serio, ma non è colpa sua…lui fa il lavoro che qualcuno “primitivamente” gli ha ordinato di fare…Guerriero intanto, non sa se ridere per l’insieme più ridicolo che pericoloso, o piangere per la disperazione alla vista reale e concreta dello stato di civiltà e cultura cui è arrivata questa povera città, nelle sue massime espressioni istituzionali…Decide di attendere civilmente, l’arrivo dei carabinieri…i quali ovviamente, non lo hanno arrestato…probabilmente qualcuno al 4° piano dell’Ospedale avrà avuto la terza colica nervosa della giornata ma… non lo hanno arrestato!. Ci riprovi direttore Ferrante, può darsi che la prossima volta sia più fortunato… Qualcuno ha suggerito a Ciro Guerriero di sporgere una denuncia particolareggiata, ma il Guerriero ha detto: “Sono padri di famiglia…se hanno ricevuto ordini senza senso, non è colpa loro…io non denuncio e non intendo creare loro alcuna difficoltà…”

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