Droga, Italia al primo posto in Europa e terzo al mondo

Secondo il Global Drug Survey 2019, in rapporto alla popolazione l’Italia è il paese che più fa consumo di cocaina in Europa mentre nel mondo ci battono in questa poco gratificante classifica solo Stati Uniti e Canada.

Un fiume di cocaina sta invadendo l’Europa, con l’Italia al primo posto nel Vecchio Continente per il consumo in rapporto alla popolazione e al centro anche dei traffici per lo smercio delle sostanze stupefacenti.

Questo è quanto emerge dal rapporto 2019 del Global Drug Survey, una delle più importanti compagnie di studi di ricerca nel settore della droga e dell’alcool con sede a Londra. Dalle loro pubblicazioni esce fuori un quadro molto preoccupante per il nostro Paese.

Nel mondo infatti soltanto negli Stati Uniti e in Canada si farebbe in proporzione più consumo di cocaina, con l’Italia quindi che sarebbe la prima nazione in questa speciale classifica per quanto riguarda l’Europa.

Ogni anno in tutto il mondo vengono prodotti circa 2.000 tonnellate di cocaina. Di queste, 700 tonnellate sono destinate al mercato europeo mentre il restante va quasi tutto a finire in quello nordamericano con gli Usa in testa.

L’Italia oltre al gran consumo gioca un ruolo centrale anche dal punto di vista del narcotraffico. Da gennaio a ottobre 2019 nel Bel Paese sono stati finora sequestrate oltre 5 tonnellate di cocaina, quasi il triplo in più rispetto all’interno 2018.

La droga nel nostro Paese arriva soprattutto via mare attraverso i principali porti nostrani, come quello di Gioia Tauro, con le varie organizzazioni criminali che poi si occupano della loro distribuzione per un giro d’affari milionario.

Per capire quanto sia in aumento l’uso delle sostanze stupefacenti in Italia, il rapporto 2019 del Global Drug Survey indica nel 43,8% la popolazione italiana che nell’ultimo anno ha anche solo una volta fatto uso di droga. Una percentuale più che allarmante, visto che è la terza più alta al mondo dopo Australia (51,1%) e Danimarca (50,5%) e poco meno del doppio rispetto a quella che è la media mondiale (23,7%).