E’ ufficialmente Regime.

Se dubbi avevamo, il governo del mediocre Tribuno di Vulturara Appula li ha rimossi.

E’ ufficialmente Regime.

Reclutati tra Disoccupati, Cassintegrati e Fruitori del Reddito di Cittadinanza, sessantamila “Volontari” definiti “Assistenti Civici” saranno incaricati di “vigilare” sulla Fase 2, esaltando l’ultimo atto della tragedia nazionale in corso: la istituzionalizzazione della DELAZIONE.

Che recupera alla memoria l’immagine del più abietto Comunismo e di quel Di Pietro deciso ad una bonifica dell’Italia attraverso la sostituzione di Politici corrotti ma almeno alfabetizzati, con rozzi e ignoranti Dilettanti.

Siamo di fronte ad un Sistema eticamente irrecuperabile: è l’Antistato che, inghiottito lo Stato, rivelato la solida e sordida commistione di interessi assai distanti dalle norme sancite dalla Carta costituzionale, in teoria ancora vigente.

La chiamarono “Mani Pulite!….

Tuttavia, proprio da quelle mani si srotolò quel fil rouge giusto a saldare il delirio di onnipotenza giudiziario alle attività di certa Politica e di certo Giornalismo.

Accomunandoli nella indecenza.

E’ indecente sentire un Bonafede onorare la memoria di Giovanni Falcone.

E’ indecente il silenzio rinunciatario di Chi, evidentemente, abbia smesso di piangere i propri Morti e di rispettare i propri lutti.

E’ indecente il condizionamento delle dovute attività del Magistrato Carmelo Zuccaro.

E’ indecente la serie di iniziative poste in essere dai Giudici Vella e Patronaggio.

E’ indecente non avere ancora, a fronte degli scandali di queste ore, archiviato a vista e d’ufficio il processo a carico dell’ex Ministro Matteo Salvini, colpevole di aver difeso i confini della Nazione dalla aggressione clandestina “necessaria” alla sopravvivenza della Sinistra e dall’affarismo delle ONG che ne fanno traffico.

La Trimurti Massoneria, Politica e Magistratura, con prestazioni complici non di rado anche dei Servizi, è venuta finalmente allo scoperto e sarebbe il caso di sapere Chi e Perché e a servizio di Chi abbia deciso di alzare il coperchio di questo lercio Vaso di Pandora.

Le analisi affondano radici proprio in Tangentopoli, quando si eliminarono solo Parlamentari corrotti di parte e se ne graziarono Altri con cavillosi artifici giuridici che hanno finito col favorire le impunità giuste a poi spianare la via ad uno squalificato Establishment, estratto dalla “intelligente” fantasia di un Comico in calo e dalla Nomenklatura di una Fazione sempre più squallida e screditata.

Fu la instaurazione di quel Sistema di gestione e di unilaterale controllo giudiziario del Paese la cui efficace sintesi risiede nelle gesta di Palamara e di Omologhi di cui la Stampa minimizza le gesta: è quasi passato in sordina anche l’arresto del Procuratore della Repubblica di Taranto Carlo Maria Capristo.

In realtà, si è perso il conto delle Toghe finite in manette prima del PalamaraGate, che ha travolto anche il CSM, inducendo alle dimissioni ben tre suoi autorevoli Membri.

Non è escluso che si tratti di coincidenze, malgrado molte di esse sconcertino.

Come quella assai singolare che, nel 1992, vide nel giovane Luigi Patronaggio uno dei PM esigenti, nella Tangentopoli siciliana, l’autorizzazione a procedere contro il “Senza macchia e senza Paura” Sergio Mattarella per il finanziamento illecito di Filippo Salamone: Imprenditore di fiducia di Cosa Nostra.

“… 40 milioni di lire in contanti e poi 10 milioni in buoni benzina per una campagna elettorale….”; ma anche allora, il Presidente si rivelò Uomo di poche ed essenziali parole: aveva accettato solo tre milioni, in buoni benzina come regalo “di modesto valore” di un Privato Cittadino.

Donde l’assoluzione, poiché la punibilità maturava solo per i finanziamenti in nero superiori all’importo di cinque milioni.

In definitiva: Etica a prezzo!!!!

E poi di nuovo il Tribunale, nel 2003, nell’appello del processo Andreotti, quando Pino Lipari, braccio destro del Boss Provenzano, raccontò: “…Il contatto politico principale, quello più qualificato, si pensava fosse Salvo Lima, ma Cosa nostra attraverso i cugini Salvo aveva stabilito contatti anche con Mannino, con Nicolosi, attraverso l’imprenditore Salamone, con Ruffini, con Sergio Mattarella’’… “…Non so se il padre di Mattarella avesse rapporti con Badalamenti, ma ritengo di si…’’.

Si trattò di dichiarazioni di un Soggetto intenzionato ad accreditarsi come Pentito ed invece considerato Depistatore; tuttavia gli fece eco in seguito l’Architetto Giuseppe Liga, condannato a 20 anni per associazione mafiosa e considerato l’erede del Boss Salvatore Lo Piccolo: “… Sono stato in contatto con Mattarella, il fratello Piersanti e Leoluca Orlando…’’.

Inquietanti ma piccoli intrighi che saldano le carriere ad “incidenti di percorso” gestiti con la rigorosa sobrietà del silenzio istituzionale: la stessa adottata a fronte della concitazione di questo recentissimo scandalo che travolge Deputati pidini e Toghe dichiaratamente rosse.

Sta di fatto che Renzi – e proprio Renzi!- ha rilanciato le parole di Bonafede: “ La Magistratura lavora benissimo”.

Non ha chiarito in favore di Chi, atteso il suo operare in nome di un Popolo che ne dubita e si stringe attorno a Nicola Gratteri, ultimo cruciale Alfiere della legalità nella analisi delle connessioni fra Massoneria e ‘n Drangheta.

Interessante, in proposito, la intercettazione del Boss Luigi Mancuso: “…La ‘ndrangheta non esiste piu’! … la ‘ndrangheta fa parte della massoneria! … diciamo … è sotto della massoneria, però hanno le stesse regole e le stesse cose … ora è rimasta la massoneria e quei quattro storti che ancora credono alla ‘ndrangheta! … una volta era dei benestanti la ‘ndrangheta! …dopo gliel’hanno lasciata …  agli Zappatori …e hanno fatto la Massoneria!…”

Superflui i commenti.